Foto Andrea Asti

Complice la Primavera, oppure a causa di un discreto numero di ore al computer, mi sono ritrovata rigida come un palo della luce, nonostante faccia lunghe passeggiate, che però non mi danno l’elasticità che mi servirebbe. Anche la testa, dopo questo inverno passato con il piede sull’acceleratore, è pesante e richiama distrazione attraverso il movimento.

Poche volte mi abbandono alla pigrizia e cerco tutti i giorni di fare una passeggiata o una biciclettata, ma ho capito che non basta.

Come molti che vivono appiccicati a internet, ho provato una serie di percorsi di fitness online, dai più soft ai più intensivi.

Ho amiche che ci riescono benissimo, io ho fatto un tentativo ad alto impatto, poi mi son ricordata di avere cinquant’anni e ho gettato la spugna. O più semplicemente non era l’allenamento adatto a me.

Però mi rendo conto di aver veramente bisogno di recuperare elasticità che, sempre per i cinquanta di cui sopra, ogni giorno diminuisce un po’.

Ho iniziato allora a valutare l’ipotesi di frequentare una palestra e intorno a casa mia ce ne sono diverse fra cui scegliere. Il problema principale è che a me la palestra non piace, ecco l’ho detto. Non mi piace l’ambiente, non mi piace che sia al chiuso anziché all’aperto, non mi piace l’odore di stantio, mi piacciono ben poco le persone che la frequentano.  Che snob che sono!

Quando ho realizzato tutto ciò ho avuto una gran botta di fortuna perché sotto casa ha aperto una palestra nuova di zecca, molto diversa dalla palestra canonica, fresca, luminosa, pulita, con un bel terrazzo e un orario decisamente fruibile anche per quelle come me che non trovano mai il momento giusto per andarci.

Così mi sono iscritta da Ruràl Gym un nuovo spazio elegante e luminoso, curato in ogni singolo dettaglio dall’architetto Marco Gennaro. La sua scelta è stata quella di mantenere anche nel caso della palestra, così come per gli altri ambienti del gruppo Ruràl, alcuni  particolari, come doghe e corde, dando così allo spazio un fascino sobrio e funzionale.

Il nuovo centro propone un servizio su misura che consente di creare un percorso benessere personalizzato e io ho scelto il pilates posturale, affidato all’esperienza di Annapaola Virdis.

Coccola supplementare, bagno turco collocato nell’area spogliatoi.

Ora non ho più scuse, in più con la bella stagione la lezione di pilates si farà in terrazza.

L’obiettivo è quello di sciogliere le giunture e alleggerire la mente, lo spazio gradevole e la massima competenza della trainer sono sicuramente un buon incentivo per continuare su questa strada.

Credo che la remise en forme mi aiuterà anche a migliorare la concentrazione e la qualità del lavoro, oltre a distrarmi per un paio d’ore alla settimana dal monitor.

Sul web molte amiche hanno scritto di benessere psicofisico, necessario per poter affrontare ritmi di vita e di lavoro davvero sostenuti. Penso che sia il minimo sindacale per noi lavoratori autonomi, che sindacato non ne abbiamo, poterci concedere un po’ di attività fisica.

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