Cosa vuol dire per me essere freelance

Questo weekend sono andata a Marina Romea al mio terzo Freelance Camp, punto di ritrovo che sedimenta relazioni, anno dopo anno, e allo stesso tempo attrae sempre persone nuove curiose di conoscere questa realtà. Tutte trovano una risposta e soprattutto portano la propria. Lontano dall’essere un’enclave chiusa è un recinto aperto che può contenere e sostenere, così come lasciare liberi di andare e venire.

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Godersi il percorso

Fra un attimo siamo a metà anno e già mi chiedo: a che punto sono con i miei obiettivi?
In realtà li verifico a trimestre, ma il bilancio di mezza via serve per capire se bisogna accelerare ancora un po’ nella seconda parte dell’anno.
Analizzo, scompongo, aggrego e soprattutto cerco di mantenermi positiva, che aiuta.

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Dal progetto al business plan

Alla domanda “che lavoro fai?” ho iniziato a rispondere “scrivo e faccio di conto”, perché prima di parlare di cifre un’idea deve essere scritta e soprattutto ordinata in un progetto, che poi verrà verificato nei numeri.
Spesso il mio intervento è preliminare alla scrittura ed è mirato a chiarire le idee. La base di partenza è la ricerca, che serve a raccogliere i dati da cui partire.

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Usare le parole per connettersi e condividere obiettivi

Gli sforzi di un’impresa sono tutti concentrati nel comunicare verso l’esterno, viceversa parlare e stabilire relazioni all’interno con i propri collaboratori è del tutto trascurato. La mancanza di comunicazione fra titolari, dipendenti, collaboratori e consulenti esterni non solo genera incomprensioni, ma anche sprechi di tempo (che si traduce in denaro), malcontento e soprattutto allontana anziché unire chi lavora per lo stesso obiettivo.

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Il mio futuro in un Mandala. Chi l’avrebbe mai detto!

Sono tre anni che insieme alla mia coach realizzo un Mandala di previsione per l’anno che verrà. Quest’anno, dopo mille peripezie e appuntamenti mancati, sono riuscita a farlo solo pochi giorni fa.
In realtà non è così fondamentale farlo a inizio anno, perché il principio è stabilire una proiezione dal momento in cui lo si compone fino a un tempo che si vuole ad esso assegnare, che può essere un anno, due, cinque, senza limiti. Quindi il mio non ha in sé una data di scadenza a fine 2018, ma va un po’ più in là, fino a che non si saranno compiute tutte le cose che per mia volontà ho deciso di iniziare.

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Un allenamento continuo

Qua e là l’ho già scritto che ci vogliono costanza e pratica per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo e per imparare a fare qualcosa di nuovo. Questi primi mesi dell’anno mi hanno obbligata a essere costante in tutto ciò che ho intrapreso e l’unico modo che ho avuto per sopravvivere è stato allenarmi tutti i giorni, testa e corpo.

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Il pagamento anticipato fa bene sia al cliente che al freelance

Parliamo di soldi, senza girarci troppo intorno. Ho notato che c’è una grossa ritrosia a parlare della “cacca del diavolo”, dopo anni che se ne è parlato fin troppo. Ora si preferisce parlare di valori, di etica e sono pienamente d’accordo. Credo però che non si possa prescindere dal parlare di denaro, senza il quale non possiamo mettere il naso fuori casa, anzi non possiamo neanche averla una casa.

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