Foto Carlo Delmonte

I bilanci di solito li faccio il 12 del mese, giorno in cui sono andata online la prima volta (mamma mia, sono già passati 8 mesi!).

A questo giro anticipo, perché oggi è la festa dei lavoratori e questo Primo Maggio più di altri, mi sento di poter dire, festeggio anch’io.

Sono stata tre anni in cerca di ispirazione, di un’idea che fosse spendibile sul mercato, di comprensione di me stessa, di tentativi maldestri nel cercare la mia strada attraverso quella di altri.

Addì, 1 maggio 2017, sono un lavoratore anch’io e ho la mia strada, piena di se e di ma, di avrei, potrei, farei, ma tutta mia.

Nel secondo post di questo blog ho fatto mio il detto “fatto è meglio che perfetto”, mi serviva d’incoraggiamento per iniziare, me lo ripeto anche oggi.

Cosa è cambiato in questi ultimi tre anni: io e il mio modo di pensare. Sono passata dal “non so fare nulla” a “provo a fare qualcosa”.

E come dicevano i nonni, l’appetito vien mangiando, ovvero se inizi poi continui.

Questo il primo pezzo, molto importante, grazie al quale scolli il sederino dalla sedia e vai fuori nel mondo a cacciare la tua antilope.  Il secondo pezzo è fatto di costanza, di verifica, di metodo.

Un po’ in tutti i miei post parlo di numeri e parole, miei grandi alleati. E oggi che è un dì di festa festeggio anche loro, perché se non avessi tenuto sott’occhio i numeri non avrei mai avuto il coraggio di allontanarmi dalla mia precedente attività di artigiana, che tanto amavo, così come se non avessi letto e studiato fiumi di parole (non la canzone!) scritte da donne passate prima di me da esperienze insoddisfacenti, non sarei arrivata a formulare la mia nuova proposta.

Costanza, nel scrivere tutti i lunedì un post, nel mandare tutti i mesi la newsletter, nel partecipare a workshop o eventi, nel continuare a formarmi perché non si finisce mai.

Metodo, perché ogni giorno inizia con un imprevisto (ditemi che non è vero!), nonostante ciò bisogna fare tutto in modo organizzato, fra cui ricrearsi anche il cervello con ciò che più ci piace.

Verifica, del fatturato, unico e indiscusso parametro che ti dice se stai andando bene o male. Purtroppo non contano il numero di commesse o di clienti, ma il fatturato che essi generano. Tolte le spese e le tasse, resta il nostro guadagno. La faccio semplice? Può darsi, ma sono certa che non tutti abbiano sotto controllo questo aspetto.

È necessario darsi obiettivi di fatturato trimestrali e capire come raggiungerli. Se si ha uno storico dell’anno precedente va analizzato per capire se ci sono periodi migliori o peggiori durante l’anno e per capire quali lavori portano più soldi in cassa.

Certo c’è anche la soddisfazione personale di aver fatto un buon lavoro, di aver capito cosa volesse il cliente e aver trovato la soluzione giusta, ma non basta. Nella saccoccia devono tintinnare i denari della ricompensa, con i quali ci pagheremo tutte le spese e le vacanze ai Caraibi (magari anche l’isola d’Elba potrebbe bastare).

Sì, quest’anno mi sento proprio autorizzata a festeggiare la giornata dei lavoratori.

Voglio essere qui a scrivere e lavorare ancora per tanti Primo Maggio, perché ho combattuto la mia personale battaglia per arrivarci e ora non mollo.

See you in May 2018.

 

 

 

 

 

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