Foto Annie Spratt per Unslapsh

Qualche giorno fa, in occasione della riunione mensile di Rete al Femminile Torino, grazie ai suggerimenti di Davide Musco ho messo mano al mio profilo LinkedIn, aggiornando il sommario. C’era una frase che ero indecisa se togliere o meno.

“Sono una persona diretta e mi impegno a esprimermi in modo garbato”.

L’ho lasciata e ne ho aggiunto un altro pezzo.

“Pratico la gentilezza”.

Ora possiamo discutere se siano frasi da mettere in un sommario di LinkedIn o meno. Forse non sono pertinenti oppure non rispettano i dettami del marketing attraverso i social, ma io credo in quello che ho scritto e ho deciso che queste due frasi mi rappresentano, tanto quanto le esperienze di lavoro che ho fatto in vent’anni o giù di lì.

A convincermi che potevo osare ci si è messo anche il discorso di Justin Trudeau, primo ministro canadese dal 2015, che ha recentemente ricevuto dall’Università di Edimburgo una laurea ad honorem.

Perché scomodare un personaggio così importante per sostenere la mia scelta?

Perché ha detto cose semplici e dirette che le mie orecchie volevano proprio ascoltare:

“le tue azioni, oggi e domani, grandi o piccole, hanno un impatto. Sii gentile, ringrazia. Inizia a farlo tu, gli altri ti seguiranno”.

Sbam! Ho davvero poco da aggiungere di fronte ad un’affermazione così pulita.

Anzi aggiungo: non costa niente, se non metterci un po’ di attenzione. Accorgerci che un buon comportamento può solo generare effetti positivi intorno a noi è un primo, piccolo, passo per vivere meglio.

Questo non vuol dire né farsi calpestare, né passare per fessi, anzi il contrario. Inizio io, così poi mi seguono gli altri. Infatti, non si può predicare e dire agli altri cosa devono fare ma si può e si deve iniziare a fare, se si vuole essere seguiti. Con gentilezza.

Un ingrediente gratuito, che tutti noi abbiamo dentro ma che spesso silenziamo perché pensiamo che far veder i muscoli sia meglio che chiedere per favore o ringraziare.

Invece no, se sono gentile non sono debole, sono libero dalla rabbia, dal rancore, sono aperto e ottimista, pronto a fidarmi, anche accorto se mi vuoi fregare.

Io inizio con gentilezza, tu mi risponderai a tono. Voglio crederci.

Nel discorso di Trudeau torna un altro tema a me caro che è quello dell’ascolto: “accogli la storia del tuo nuovo amico, ti aiuterà a capire la tua stessa identità, in una luce totalmente diversa”.

Mettiamola così, cerchiamo negli altri spunti per migliorare noi stessi.

Anche qui, non è che noi non andiamo bene, ma si può sempre migliorare o semplicemente capirsi più a fondo, grazie anche alle esperienze degli altri.

Gli incontri con gli altri sono assolutamente imprevedibili, quella che può essere prevedibile è la nostra disposizione a far sì che ciò accada.

La gentilezza nel dare l’esempio, la gentilezza nel tendere una mano e presentarsi.

Fatico davvero a pensare ad un modo diverso di vivere.

Nella mia cucina gialla c’è un quadretto che recita “do small things with big love”. Non amo le citazioni, non le uso sui social perché le trovo abusate e spesso attribuite a casaccio, ma confesso che ogni volta che la leggo mi sento un po’ chiamata a fare queste piccole cose con grande amore, a parte cucinare, che proprio non è il mio forte, ma c’è un rimedio anche a questo.

Negli anni ho imparato a fare le marmellate, per esempio, cosa che non avrei mai detto. Ho provato, ci ho messo un pizzico di cura e tanta cocciutaggine e alla fine ci sono riuscita.

Un po’ le mangio, un po’ le regalo a persone che spesso mi regalano la loro gentilezza.

 

 

 

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