Foto Dylan Siebel per Unsplash

In una società in cui ci sia abbuffa di tutto, dal cibo alle informazioni, la parola scegliere fa paura.

Tuttavia la scelta è indice di personalità, ovvero prendo solo quello che mi può interessare o per utilità o per accrescimento personale.

Questo vale tanto per i “dati in ingresso” quanto per i “dati in uscita”, cioè scelgo sia di cosa nutrirmi, sia cosa elaborare e restituire all’esterno. Di più, posso anzi voglio, scegliere anche le modalità con cui produrre ciò che penso e creo.

Per anni abbiamo rincorso la capacità di fare tutto e tanto contemporaneamente, logorandoci nel tenere le fila di più lavori e scadenze contemporaneamente. Il risultato? Pezzi persi per strada, passaggi importanti dimenticati, oppure consegne perfette che ci sono costate notti insonni.

Ora, il concetto di multitasking inizia ad essere messo in discussione e ci si sta orientando sempre di più verso:

  • dare priorità
  • concentrarsi
  • essere costanti

Il processo di creazione, che sia di un manufatto o di un contenuto, è vincente quanto più si è concentrati e regolari nella quotidianità.

Sembra davvero semplice, ma non lo è. La scelta, sempre qui ritorno, sembra precluderci delle possibilità. Invece è la nostra salvezza.

Stabilisco cosa è più importante fare, mi isolo e concentro, produco, consegno e sono soddisfatto.

Questo percorso così lineare è davvero vincente, ma per tante ragioni non lo si sceglie mai alla prima.

Ci si arriva dopo giri rocamboleschi, notti perse, tentativi maldestri e svariati deliri di onnipotenza, tutti finiti in modo discutibile.

Dopo aver tentato tutto il possibile per fare più cose contemporaneamente, si arriva per disperazione (diciamo la verità) a provare a fare una sola cosa per volta, fatta bene.

Conosco davvero poche persone che sono partite con il piede giusto e credo non ci sia nulla di male nel confessare di essere passati dal caos per arrivare ad un metodo sistematico superiore al precedente.

Il successo, che per me significa soddisfazione personale e fatturato dignitoso, è frutto di applicazione costante, di cui beneficia anche la creatività che, se anche nasce da una scintilla, per crescere ha bisogno di tanta, tanta concentrazione e costanza.

Perché tutto fili liscio è comunque necessario, oltre ad eliminare notifiche e distrazioni plurime del web, prevedere delle pause:

  • piccole con maggiore frequenza
  • grandi alla fine di un impegno corposo

Al di là delle teorie, ognuno può scegliere la modalità che preferisce, ma è bene che si pensi a modulare il proprio tempo anche in base a delle pause, finestre di ossigeno che aiutano a ridare senso alla propria vita e ai propri obiettivi.

Più lineare è il percorso, maggiore è la continuità con cui si procede, più facilmente si arriva dritti al traguardo.

E non c’è niente di più soddisfacente, rincuorante ed energizzante che conquistare un piccolo o grande risultato per il quale ci si è applicati con impegno e fermezza.

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