Foto: Vishang-soni per Unsplash

Chi lavora in proprio sa bene che arrivano dei periodi in cui si è sommersi di lavoro, alternati ad altri in cui si è presi dal panico per la mancanza di nuovi clienti.

Saperlo però non ci aiuta a vivere sereni e ogni volta che ci troviamo nella prima o nella seconda situazione, ci sentiamo sbalestrati.

Per evitare che queste ansie si ripresentino come i peperoni, bisogna organizzarsi.

Darsi ritmo e metodo sembra semplice, in realtà non è così scontato.

Affrontiamo per primi i periodi di magra. Innanzi tutto accettiamoli, è fisiologico per il mondo del lavoro autonomo. Non sentiamoci dei Calimero perché nuovi clienti non hanno bussato alla nostra porta.

Usiamo questi momenti di calo del flusso per:

  • analizzare il nostro business
  • verificare la nostra comunicazione e promozione
  • raccogliere nuove idee
  • cercare partnership con altri professionisti
  • rivedere i nostri costi fissi e variabili
  • ricalcolare i nostri prezzi
  • fare ordine negli archivi

Queste azioni dovrebbero essere comunque pianificate durante lo volgimento delle nostre attività, ma sappiamo che molto spesso le urgenze, i tempi corti su tutto, ci distolgono da questi buoni propositi. Allora usiamo in positivo le pause per averne il massimo vantaggio.

Passando ai secondi, quelli di affollamento e sovrapposizione dei lavori, dobbiamo tener conto che:

  • agitarsi verso tutte le direzioni equivale a restare fermi
  • non è vero che va fatto tutto subito, è possibile stabilire delle priorità
  • non rimandare per ultima la cosa che più ci fa fatica fare o che non ci piace o che ci preoccupa, altrimenti nel tentativo di spostare questo macigno sprechiamo un sacco di tempo
  • capire cosa si può delegare
  • stabilire dei tempi di lavoro precisi e rispettarli
  • fare delle pause rigeneranti, camminando, leggendo un libro, andando a fare una commissione che può distrarre una mezz’oretta (solo se si è finito quello che si è stabilito di fare!)
  • mantenersi flessibili, ovvero non impazzire su una cosa se non riesce, ma aggirarla, cercare una soluzione alternativa, fare in un modo che proprio non pensavamo di prendere in considerazione. Nulla è scolpito nella pietra, tutto si può riscrivere.

Non lasciamoci inquinare dalle ansie del troppo e del poco e chiediamoci sempre cosa possiamo fare di più, di diverso. Guardiamo lungo, perché portare a casa solo il quotidiano non è sufficiente e soprattutto non basta.

Se serve una mano, un confronto, chiediamolo. Potremmo scoprire (e spesso è proprio così) che anche gli altri sono nella nostra situazione, non siamo solo noi. E questo a cosa servirebbe? A non farci sentire soli con le nostre criticità. I momenti di verifica arrivano per tutti, così come quelli di congestione, in cui ogni cosa sembra urlare “fai prima me”.

Accettiamo che questa altalena esista nel mondo del lavoro autonomo e giochiamo di anticipo per non rimanere spiazzati.

Lavorare in proprio è una disciplina e come tale va praticata con costanzaamore, perché non si possono solo pianificare le cose a tavolino, bisogna anche avere attenzione e coinvolgimento per ciò che si fa, visto che ce lo siamo scelti.

Se l’entusiasmo a tratti si appanna, bisogna cercare di rivitalizzarlo. Se non si coltiva la propria soddisfazione, il rischio di iniziare a fare male è molto elevato.

Piacere a se stessi è fondamentale per avere buoni risultati e lasciare fuori dalla porta le ansie (e i peperoni) della gestione è già un bel sollievo.

Un poco per volta si fa tutto, basta incominciare!

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