Abbiamo salutato il 2016 con una riflessione sui prezzi, iniziamo il 2017 con una riflessione sui tempi.

É abitudine di molti ripetere “non ho tempo” o “mi manca il tempo”, in pochi però controlliamo dove il nostro tempo vada a finire. Forse perché se lo scoprissimo dovremmo cambiare un po’ di cose nella nostra routine, non solo lavorativa.

Premetto che non sono una gran organizzata, né una maniaca del controllo ed efficienza, tuttavia ho dovuto accettare, analizzando i miei tempi, che c’erano grandi dispersioni di energia o peggio che in alcuni casi dedicavo il doppio del tempo ad eseguire una cosa, senza minimamente averne idea. Ecco, l’ho confessato e come tutte le cose provate sulla propria pelle, riporto la mia esperienza. Il mio pensiero è che ci si senta infallibili nel voler fare tutto e tanto e che ci si sfidi ogni giorno a farcire sempre di più le giornate. Ce la facciamo da soli sotto il naso, per il gusto di dire “vedi? ce l’ho fatta a fare anche questo, senza essermi organizzato”.

Come uscirne?

Spesso nei nostri lavori ci sono delle azioni ripetibili, che possono essere circoscritte a moduli (ore, giornate). Approfittare dell’inizio anno per inserire nei nostri planning alcuni moduli fissi di lavoro potrebbe essere un primo passo per avere il controllo (sano) sul nostro tempo.

Ad esempio stabilire un giorno per l’amministrazione e fatturazione, nel quale, cascasse il mondo, ci togliamo una serie di scocciature, che però ci danno da mangiare.

Tentare di fare tutto contemporaneamente per risparmiare tempo, in realtà ne fa consumare molto di più, oltre a richiedere un’enorme attenzione e a moltiplicare la possibilità di sbaglio, piccolo o grande che sia.

L’unico “tempo” per il quale non voglio regola è quello che mi serve per elaborare un progetto, pensarlo, scriverlo, verificarlo. Chiaro che non deve essere eterno, ma in generale, non mi metto limiti: il pensiero deve passare dalla testa alle mani sulla tastiera con libertà. In questo ho dovuto accettare che per alcuni progetti sono più veloce, per altri (dove  le idee non sono ancora così chiare) sono più lenta.

Un altro grande buco nero di tempo sono le riunioni, alle quali Marco Montemagno ha dedicato un esilarante video, ahimè anche molto vero.

Io amo e ho bisogno di incontrare le persone, le guardo negli occhi e le capisco meglio, ma spesso è una corsa agli ostacoli dedicare tempo a tanti incontri o discorsi, anche via Skype.

É necessario trovare un equilibrio fra la necessità (e piacere) di incontrarsi e la reale opportunità di farlo.

Il tempo va governato, senza eccessi (come per tutto) e soprattuto va analizzato, per capire se quello che realizziamo ha dei tempi/costi sostenibili per la nostra economia.

Come per i prezzi, non si può rivoluzionare tutto in una volta, ma introdurre piccoli cambiamenti sì.

Per far diventare un buon proposito un’abitudine, bisogna ripeterlo almeno 21 volte (se googlate questa cosa vi verranno fuori pareri sia concordi che discordi), poi dovrebbe entrare nel nostro circuito quotidiano. Io voglio crederci.

Allora perché non provare ad analizzare i nostri tempi e individuare “un risparmio” là dove ci serve?

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