È arrivato il momento di raccontare come lavoro, spiegando un progetto che ho chiuso il mese scorso e che mi ha dato molta soddisfazione. Ho chiesto il permesso alla cliente di scrivere della nostra esperienza, anche se non vi svelerò nome e cognome. Si tratta di una brava web designer, che ha lavorato in agenzia per molti anni e che da tre lavora, con successo, in modo autonomo. Propone diversi servizi per il web e sta maturando di evolvere la sua attività in veste di project manager.

Da dove siamo partite

Il primo contatto lo abbiamo avuto su Skype, dove per un’oretta ho cercato di farmi raccontare il suo lavoro, la criticità per cui mi contattava e gli obiettivi che si dava chiedendo la mia consulenza.

Dopo la chiacchierata le ho mandato un questionario con il quale le ho chiesto di fotografare la sua attività, nero su bianco.

Cosa abbiamo analizzato

  • numero clienti/commesse
  • numero di ore lavorate per ogni singola commessa
  • fatturato

Analizzare questi dati ci ha permesso di avere un quadro esatto dello stato delle cose e di ipotizzare le zone di intervento per incrementare il business e migliorare la qualità della vita lavorativa, obiettivo della mia consulenza.

Quali sono stati i punti di forza del lavoro fatto insieme?

Scrivere

Niente è più incredibile che vedere fissati in uno scritto i nostri pensieri e sensazioni, soprattutto se si tratta di business.

Controllare i dati

Le sensazioni sono importanti, ma nessuna decisione può essere presa senza partire dai numeri: è tanto? È poco? È abbastanza?

Usare i tools come alleati e non come nemici

Usare dei tools per tracciare il proprio tempo lavorato, un software di fatturazione automatizzato, un foglio excel per stabilire un calendario di lavoro e un piano editoriale, non fanno perdere tempo. Forse ci vuole un po’ di tempo per entrare nell’ottica di usare questi strumenti e non solo la carta, ma poi si va spediti.

Investire per avere una crescita e migliorare il proprio tempo lavorato

Investire su una consulenza per avere un occhio esterno che permetta di analizzare il business, e determinarne un’evoluzione. E investire sul proprio tempo, perché un consulente ti fa lavorare.

Come abbiamo chiuso?

Chiusa l’analisi e stabiliti gli interventi correttivi, ci siamo date ancora un mese di tempo per monitorare che il lavoro impostato fosse sostenibile ed efficace.

Confesso che per me chiudere e salutarci è stato comunque un momento malinconico perché fare una consulenza ti fa un po’ entrare nelle vite degli altri e uscirne è difficile, se ti ci appassioni.

Però siamo rimaste in contatto e potrebbe essere che i ruoli si invertano e sia io a chiedere a lei una consulenza per il mio lavoro. E questo per me è un grande punto di forza del mondo dei freelance.

 

 

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