Costruiamo insieme un business plan che funzioni

A cosa serve un business plan e come posso aiutarti a farlo? Oltre ad avere l’idea del secolo è necessario creare un’esatta fotografia di quale sia la sua sostenibilità economica e operativa. Tutti i buoni propositi sulla carta sono affascinanti e vincenti, ma solo i numeri (e molta costanza) permettono di capire se sia un buon progetto e soprattutto se funzionerà.

Quindi numeri alla mano, gli unici che forniscono una risposta attendibile, bisogna costruire un’architettura che contenga pro e contro della futura impresa (nel senso di ciò che si va ad intraprendere, non solo di azienda), supportati da cifre che approvino le scelte avviate e soprattutto ne intravedano e garantiscano un futuro.

È molto pericoloso pensare un business plan solo nel presente, perché le condizioni di mercato mutano (in meglio oppure in peggio), perché si augura un’evoluzione positiva all’attività, quindi uno sviluppo di prodotto, mercato, ampliamento delle risorse, ripianamento di eventuali debiti. La visione prospettica è fondamentale quando si inizia un business plan e spesso aiuta a buttare il cuore oltre l’ostacolo.

Perché è necessario fare un Business Plan?

 

È un po’ come avere tutte le tesserine di un puzzle in mano e per dare loro un significato, una compatibilità le une fra le altre, vadano messe su un piano e pazientemente combinate.

Così è per i numeri e per le analisi che li accompagnano.

Si mette tutto sul tavolo, quello che si ha e quello che non si ha, e si inizia a capire l’incastro di un concetto all’altro.

Le risposte che ti può dare un business plan sono:

  • la fondatezza dell’idea
  • la sua sostenibilità
  • la sua crescita
  • su chi e cosa puoi contare
  • cosa devi cercare che non hai (partner, fornitori, know how, risorse economiche, sedi, attrezzature, ecc.)

Si parte dall’analisi e si arriva alla sintesi.

Non bisogna avere fretta, anche se il fattore tempo deve essere uno dei parametri da tenere in considerazione e bisogna essere disposti ad accettare un risultato negativo, sul quale ragionare per capire cosa migliorare.

Come posso aiutarti?

 

Innanzitutto ascolto la tua idea, cerco di farla mia, mi calo nella tua situazione come se fossero soldi e risorse mie.

L’empatia con un progetto è per me il calcio di inizio di tutto. Se non posso immaginare e sognare il tuo progetto, non sono in grado di desiderarne la realizzazione.

Ho un vantaggio su di te, mantengo l’atteggiamento critico e lucido di chi vede le cose dall’esterno pur avendole “sposate”.

Come procediamo? Con metodo capiamo cosa abbiamo in mano e cosa dobbiamo andare a cercare per mettere basi solide al tuo business e iniziamo a scrivere.

Infatti, nulla esiste finché non è messo nero su bianco, dichiarato al mondo. Ciò che resta in testa è velleitario, ciò che è scritto è concreto. Poi lo si verifica.

Ti aiuto a non perderti d’animo, a non dimenticare dei pezzi che magari tu ignori, a fare collegamenti che ti servono perché le tue forze da sole potrebbero non bastare.

Una volta scritto, ti porto a leggere i dati e cercare punti di forza su cui investire e di debolezza da correggere.

Perché hai bisogno del mio aiuto per fare il tuo business plan?

 

Metto a tua disposizione l’esperienza, fatta sulla mia pelle e acquisita negli anni con clienti di diversi tipologie.

Io per prima quando ho deciso di diventare un lavoratore autonomo, ho cercato orientamento per capire se fossi sulla strada giusta. È naturale, non conoscere dei passaggi, avere dubbi e anche ingenuità. Sia che sia il primo passo nel mondo del lavoro appena usciti da anni di studio, sia che si tratti della prima volta nel campo della libera professione, è utile chiedere aiuto.

La mia è una competenza vissuta, perché la prima su cui ho fatto esperimenti (e sbagli, diciamocelo) sono stata io. Proprio la pratica mi ha permesso di mettere a fuoco in modo più efficace i passaggi di cui si compone un’analisi economica e di fattibilità a monte di ogni attività.

La mia prima attività autonoma è stata come artigiana e le mie criticità sono state due: una capacità produttiva insufficiente (non riuscivo a produrre più di 5 collane al giorno, perchè mi occupavo anche di tutto il resto e non potevo delegare poiché non potevo pagare aiuti) e alta incidenza della materia prima che compravo in toto anziché autoprodurre.

Quando ho fatto il mio business plan ho forzato questi numeri, nella speranza di far quadrare a posteriori i conti. Ho pagato il mio eccesso di ottimismo, navigando a vista per quattro anni, alla fine dei quali in assenza di utili ho dovuto davvero a malincuore chiudere l’attività. Questa esperienza mi ha insegnato moltissimo e mi ha portato a vedere con estrema lucidità le situazioni successive, sia mie che degli altri.

Ora applico un rigore che prima avevo sottovalutato e quando si parla di capacità produttiva invito tutti a riflettere bene su questa criticità, da considerare anche se si parla di servizi, perché non si possono lavorare 15 ore al giorno e soprattutto non tutte le ore di lavoro sono produttive, molte di queste vanno anche a beneficio di promozione, organizzazione, amministrazione, ecc.

E nella pratica?

 

Vuoi lanciare un nuovo servizio o ti sei inventato la maglietta del secolo (che oltre a non stirare, non si macchia e cambia colore a seconda se ti senti felice o triste)?

È arrivato il momento di verificare se il tuo progetto avrà gambe per camminare da solo o se ha bisogno di un supporto.

Da dove partiamo? Dai numeri.

  • Quanto mi costa (costi fissi, variabili, oneri fiscali)
  • Quanto posso produrre (quante ore al giorno servono per la produzione, amministrazione, promozione, consegna)
  • Quanto mi serve per vivere
  • Quanti pezzi devo vendere per avere il margine che mi serve

Insieme ai numeri le analisi.

  • Chi sono i miei concorrenti e cosa fanno
  • Chi potrebbero essere i miei partner strategici (molti più di quelli che puoi immaginare)
  • Chi è il destinatario di ciò che vendo

E infine la domanda del secolo: qual è il mio valore aggiunto, oltre alla simpatia, serietà, onestà che tutti dichiariamo di avere? Non ho ancora trovato qualcuno che non dica di essere affidabile, ma non basta bisogna dimostrare con i fatti ciò che si sostiene.

Il business plan è un viaggio di ricerca, che porta molta soddisfazione. È rigoroso nel suo sviluppo, e al contempo necessita di creatività ed entusiasmo per trovare soluzioni.

Niente viene scartato, tutto viene incasellato e reso funzionale al lancio di un’attività.

È una tela che si compone passo dopo passo e permette di avvicinare in modo graduale l’idea di business che viene man mano sgrossata.

Fondamentale anche per valutare il lancio di un nuovo prodotto o servizio all’interno di imprese già avviate, permette di verificarne la concretezza e sostenibilità, senza rischiare buchi nell’acqua.

Può avere le forme più fantasiose un business plan e i creativi si potranno sbizzarrire per personalizzarlo in tutti i modi. Non potrà comunque prescindere dal suo fondamento: il numero e la sua analisi. In questo è racchiusa la risposta, senza se e senza ma.

Il numero alla fine ti darà il semaforo verde o rosso e ti dichiarerà pronto per iniziare a tradurre in pratica tutta l’analisi. Da domani si alza la saracinesca e si inizia a lavorare, niente scherzi.

Compila il form qui sotto e fissiamo un primo appuntamento su Skype. Capire l’ampiezza del lavoro che faremo insieme mi permetterà di fare un preventivo adeguato all’impegno che ci metterò. Possiamo valutare un costo orario a partire da 35 euro all’ora o valutare un forfait per il progetto intero.

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Mi chiamo Elena Augelli e sono un’Assistente Virtuale.

Devi fare tante cose, ma non sai come farle o non hai il tempo per farle?

Guarda cosa ti offro e vedrai che io posso esserci sempre, anche quando tu non ci sei.

Utilizzo strumenti digitali, che permettono di lavorare a distanza ma se vuoi posso pure essere al tuo fianco per un tempo o un periodo che decidi tu.

Dal 2010 lavoro in proprio e le esperienze che ho fatto sono la ricchezza che offro a te che vuoi far crescere la tua attività.

 

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