Qua e là l’ho già scritto che ci vogliono costanza e pratica per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo e per imparare a fare qualcosa di nuovo.

Questi primi mesi dell’anno mi hanno obbligata a essere costante in tutto ciò che ho intrapreso e l’unico modo che ho avuto per sopravvivere è stato allenarmi tutti i giorni, testa e corpo.

 

Il corpo

Quasi un anno fa, festeggio prima perché oramai sono sicura di continuare, mi sono iscritta in palestra , per me novità assoluta seppur abituata a fare movimento.

Cosa mi ha fatto cambiare idea? Una bella palestra, Rural Gym e soprattutto una validissima insegnante, o meglio trainer.

Annapaola mi ha portata da un livello di rigidità notevole a una scioltezza accettabile e soprattutto alla costruzione di un minimo di muscolatura (anche sulle braccia, parte eternamente trascurata).

Ho iniziato con Pilates due volte alla settimana e ora faccio CrossGym 3 volte alla settimana.

La fatica che provo ogni volta che esco dalla palestra è sana e i progressi che faccio sono tangibili: l’allenamento paga.

Senza Annapaola non ce l’avrei mai fatta perché sono le sue parole a guidarmi, è il suo occhio attento che capisce dove posso spingere, dove devo rallentare. Ha fantasia, fattore importantissimo quando si fanno serie e ripetizioni di esercizi, che potrebbero risultare noiosi soprattutto a quelli come me che non sono a loro agio in palestra. E poi ha una santa pazienza, perché io non perdo occasione per chiederle di cambiare la musica, fare un esercizio che mi piace di più o aggirarne uno che non amo. Non solo una trainer, un’ottima conoscitrice del genere umano.

Le risate non mancano, fra una goccia di sudore e l’altra.

 

La testa

Fin qui tutto bene (diceva Hubert nel film “L’odio”).

Allenare il corpo è stato infatti più facile che allenare la testa. E qui viene il bello, perché gli aspetti interessati sono stati molti.

  • Lavoro, mi sono spaccata la testa su cose che non sapevo risolvere o sviluppare e mi sono imposta di fare ogni giorno un pezzetto.
  • Ansia, che ho combattuto a furia di ragionamenti. Andare in confusione non mi fa vedere neanche le cose che ho sotto il naso, mi blocca su quello che so fare (e che faccio già da tempo). Mi porta a parlare in modo concitato, facendo ironia per salvarmi in corner, ma rischiando di non far passare il succo del discorso che voglio fare
  • Sentimenti, mi sono abituata a non tenere più tutto dentro per poi sbottare in un colpo solo o sterzare e andarmene.
  • Scrittura, allenandomi tutti i giorni sono passata da tempi infiniti all’acquisizione di un buon ritmo
  • Fatica, sì ci si allena anche alla fatica, a dormire un po’ meno, a sopportare di perdere qualche pasto, a portare pesi (anche sul cuore) più pesanti. Sarebbe decisamente meglio evitare, ma visto che la vita a volte si mette di traverso, meglio arrivare preparati anche a sopportare la fatica, per non soccombere alla prima difficoltà (che poi non è mai la prima a metterci in ginocchio, ma una somma delle tante)

 

La ricetta segreta (mica tanto)

Due gli ingredienti principali, entrambi necessari.

Chiedere aiuto:

  • a chi ne sa di più per tecnica e esperienza, ringraziando e contraccambiando sempre (o in denaro o in scambio di competenze, se richiesto)
  • a chi con la sua lucidità fa vedere le cose offuscate dall’ansia in un altro modo

Esercitarsi

  • con la ripetizione costante e metodica (anche degli sbagli, prima o poi si impara)
  • con la voglia di far diventare qualcosa di difficile una pratica quotidiana che non pesa. Un po’ come quando si impara a guidare la macchina, a un certo punto si smette di pensare frizione, freno, acceleratore e si va sciolti.

Non ho mai praticato uno sport agonistico e ho notato che chi invece lo ha fatto ha acquisito resistenza, concentrazione, capacità di anticipare mosse o eventi. In pratica, c’è solo da guadagnarci e anche se ci sono arrivata tardi, ora sono qui con i piedi ben piantati per terra e faccio i miei esercizi (basici, non agonistici, si capisce).

 

Allenarsi a superare i propri limiti

Il cuore di questo impegno è che sto facendo una fatica intensa e soddisfacente nel tentare ogni giorno di migliorare un pezzo di me, che sia nel corpo o nella testa.

So di avere un sacco di limiti e con l’età ne aggiungo pure degli altri. In parte sto cercando anche di essere più indulgente verso questi, in parte mi alleno a superarli e mi pongo obiettivi più ambiziosi. Aiuta molto scegliere persone stimolanti con cui misurarsi, raggiungerle (a volte anche superarle) è una buona molla per puntare in alto. Nel lavoro come nella vita.

Chi vuole darmi una mano? Prometto di applicarmi.