Come rendere efficace collaborazione tra azienda e libero professionista

La diffidenza fra le aziende e i liberi professionisti è palpabile, ma è anche innegabile la loro attrazione.

Photo by Mara Ket on Unsplash

Come rendere efficace collaborazione tra azienda e libero professionista

Alcuni luoghi comuni aleggiano su questa presunta contrapposizione.
Da una parte l’azienda dice “abbiamo sempre fatto così, chi sei tu (consulente e libero professionista) per venire a sconvolgere la nostra vita?”

Dall’altra il libero professionista piccato risponde “se non sei pronto al cambiamento non chiamarmi per farmi perdere tempo” (magari, non proprio così esplicito).
L’azienda però strizza l’occhio al libero professionista perché sa che è aggiornato, di mentalità aperta e duttile, creativo anche nei lavori più rigidi e ripetitivi.

Anche il libero professionista si intenerisce pensando all’azienda e immagina una collaborazione continuativa che gli permetterebbe di assicurarsi un po’ di soldini mensili, senza uscire a cacciare la gazzella tutte le mattine (continuando a cambiare soggetti, incastrando tempi e modi fra loro molto differenti, tremando per i pagamenti tutti a scadenza disuguale).

Vantaggi collaborazione azienda e libero professionista

Credo che l’unico terreno di incontro fra azienda e libero professionista sia quello del vantaggio che entrambi potrebbero avere nel lavorare insieme.
Vantaggio che sta al libero professionista far intravedere all’azienda, in una sorta di gerarchia di corteggiamento, dove il più agile e scattante (il freelance) fa le piroette e la ruota colorata per far capitolare l’azienda, tutt’altro che facile da sedurre.

Funzioni dell’Assistente Virtuale: a cosa serve

Per convincere un’azienda che ha bisogno di me cerco di conoscere prima di tutto cosa fa, qual è il ciclo completo di produzione (di beni o servizi), come funziona la distribuzione, a chi vende e come si relaziona con i clienti (dalla promozione al post vendita).

È vero, chiedo molte informazioni, anche se magari devo lavorare su un pezzo piccolo, ma non posso perdere di vista l’insieme, perché per far funzionare anche un segmento (come un archivio, la corrispondenza, i testi) bisogna capire come funzionano le cose, altrimenti si rischia di intervenire su una sezione che resta isolata dal resto e che a mio parere così facendo avrebbe vita breve.

Inoltre, conoscere l’intero sistema (rispetto a quelle che sono le mie capacità e la complessità di un’azienda, ben inteso) mi permette di capire se a monte o a valle di quello per cui intervengo io possano esserci altri azioni da metter in atto (ovvero lavoro supplementare per me e vantaggio per l’azienda).

Pianificare crescita aziendale concreta ed efficace

La risposta è semplice: parlandosi. Il freelance deve trovare il modo per iniziare il dialogo (con una mail, una presentazione, i testi del proprio sito, un post sul blog) per farsi conoscere, per far capire che è affidabile e che risolve determinati problemi. L’azienda risponde spiegando che esigenze deve risolvere (se lo vede, altrimenti spiega cosa non funziona e chiede aiuto per capire dove il tubo fa acqua).

Da qui in poi, si fissa il focus dei bisogni, si immaginano le soluzioni, si stabiliscono i tempi e si fa una valutazione economica.
Più si è chiari, da entrambe le parti, meglio riuscirà il lavoro, nei tempi e nei costi pattuiti.

A fine anno le aziende chiudono le previsioni di spesa per l’anno nuovo e decidono se inserire o meno consulenze esterne.
Questo è un buon momento per capire con chi scegliere di fare una danza di corteggiamento e a metà anno, valutati primi risultati, proseguire con il fidanzamento.
Assicurando continuità ai lavori e alle collaborazioni, si può pianificare una crescita concreta delle attività, che soddisferà sia l’azienda sia il libero professionista.

Chi l’ha detto che per innamorarsi bisogna aspettare la primavera?