Zitti, zitti siamo arrivati alla fine anche del 2018 o quasi. Come ogni anno che si rispetti meriterebbe un saluto, un ringraziamento e un post di bilancio.
Ringrazio calorosamente questo anno che a fronte di un bel impegno mi ha regalato risultati e emozioni, ma non vado oltre con il bilancio, non è quello che mi interessa.
Preferisco condividere una riflessione sul mio modo di essere Assistente Virtuale.

 

Il panorama

Abbracciando un largo spettro di compiti, l’Assistente Virtuale può svolgere un lavoro verticale, ovvero specializzato in un solo ambito, o orizzontale, cioè di supporto a più necessità aziendali.
Per verticale intendo, ad esempio, chi si occupa di contabilità e fatturazione.
Più ampio, ma meno specialistico, l’intervento orizzontale che va dalla segreteria (mail, calendario, preventivi) alla comunicazione (social, newsletter, video), passando in alcuni casi dal servizio clienti (con software specifici o con altri strumenti digitali).

 

Esecutiva o strategica?

Eseguire o essere consulenti è molto diverso, anche se sono convinta che per essere consulenti si debba conoscere molto bene la pratica (l’esecuzione, appunto), altrimenti si rischia di parlare del nulla.
A seconda della sua formazione, specializzazione e soprattutto attitudine personale una Assistente Virtuale può essere più esecutiva o più strategica.

 

Io dove mi posiziono?

Al momento sono sia esecutiva che strategica, con il desiderio di andare sempre di più verso la consulenza, ambito che esprime chi sono e come sono evoluta.
Analizzando i lavori svolti in questi due anni di attività mi sono resa conto che mi sono stati affidati più incarichi di consulenza strategica che di operatività. Mi sono chiesta perché i clienti mi abbiano scelto per questo e mi sono risposta che è la mia voce che è emersa, mi sono descritta, fatta conoscere, non solo come professionista ma come persona. Sono riuscita a far venir fuori una visione a lungo termine del lavoro, anche se ben ancorata al breve termine.
Potenzierò i servizi di consulenza, che comunque includono una parte di operatività e differenzierò di più le tariffe fra esecuzione e strategia. La scrittura sarà il mio principale strumento, attraverso la quale esprimerò idee, pratiche, obiettivi.

 

La mia voce

Sono come mi racconto, con sincerità e ironia. Quello che scrivo non è teoria, ma lavoro di tutti i giorni. Il lunedì quando scrivo, parto da un compito che ho svolto o sto svolgendo. Conosco gli strumenti di cui parlo e li utilizzo a seconda delle esigenze che si presentano.
Sono la prima ad annoiarmi se devo scrivere sempre le stesse cose (chi è una Assistente Virtuale, che strumenti usa, la delega, il tempo, ecc.) per questo cerco di dare la mia interpretazione dei fatti, di far sentire la mia voce. Ad oggi, chi mi legge conferma che questo messaggio arriva, a volte meglio a volte peggio, e che la mia è una posizione fuori dal coro, che è quello che voglio. Soprattutto non sarei capace di essere in un altro modo. Cambiare no, ma migliore sì e ancora tanto.
Rafforzare competenze, assumere posizioni più nette, studiare scenari differenti.
Se non avessi una visione a lungo termine non potrei gestire neanche il quotidiano, cosa che cerco di far capire anche ai clienti: non fermarsi all’argomento “che costi poco” o “che mi faccia guadagnare tanto” nell’immediato, ma sforzarsi di vedere la prospettiva.
Io imparo dai clienti, che lavorano tutti in settori diversi. Calarmi nei loro panni, nel flusso del loro lavoro, nel significato di quello che fanno, è per me una fonte di apprendimento senza prezzo. In cambio porto loro la praticità (nel breve) e la strategia (nel lungo).
Tanti anni fa, quando avevo iniziato la mia prima avventura da libero professionista, una persona mi aveva “predetto” che alla lunga avrei fatto un lavoro molto più creativo.
Eccomi qua, otto anni dopo a fare veramente qualcosa di creativo, non solo con i materiali ma con la testa. Ogni volta che studio come si può realizzare qualcosa ci metto creatività, per questo non ho un approccio standard ma valuto chi ho davanti.
Uso ad esempio i questionari per conoscere i nuovi clienti, ma non con tutti. Chi ha una mente scientifica è felice di iniziare con uno strumento rigoroso, altri invece preferiscono raccontarsi e lasciare a me il compito di raccogliere e ordinare. In entrambi i casi poi l’analisi tocca a me e da lì si inizia a lavorare.
Ogni cliente è diverso, ogni percorso ha il suo contenuto e il suo tempo. A me trovarli e accordarli.

Alla fine è venuto fuori un post di bilancio, fatto a modo mio, e va bene così.
Chi farà un pezzo di 2019 con me? Spero in molti, sulla stessa lunghezza d’onda ma anche con una pluralità di punti di vista, per continuare a crescere e sguazzare in mari sempre più grandi.