The Gherkin, London 2013

La scrittura è un viaggio, all’interno di sé e in un mondo che non si conosce, quello della narrazione.

A piccoli sorsi, ogni giorno raccontiamo qualcosa di noi stessi e di ciò che facciamo, un po’ con le parole e un po’ con le immagini che pubblichiamo, ad esempio sui social network. Questo è solo un pezzettino, solo alcuni indizi su di noi, spiegarsi e narrarsi è altra cosa. Richiede metodo, costanza, in poche parole un piano.

 

Organizzato o spontaneo?

Spesso si mettono in contrapposizione il piano e la spontaneità. Quante volte io stessa ho sostenuto (almeno nelle conversazioni allo specchio) “non voglio fare piani, mi piace essere naturale”? Non è questa la via e soprattutto non c’è esclusione, al contrario si attua un’inclusione.
Il piano è il contenitore organizzato (per argomenti, tempi, mezzi) di ciò che spontaneamente si scriverà.
La scrittura parte infatti da un atto istintivo di creazione (e quando è sforzata lo si percepisce), poi si passa al vaglio della correzione, della limatura, del perfezionamento.
Quindi piano e naturalezza convivono serenamente, aiutandosi a far passare il significato che si vuole dare a chi legge le nostre storie. Meglio si organizzano le parole, meglio si viene trovati.
Chi fa ci cerca online vuole sapere in poche e chiare righe che problema risolviamo, come lo facciamo e quanto costiamo.

 

Come iniziare a scrivere?

Se non si ama scrivere, secondo me non bisogna sforzarsi. Ci sono tante persone che possono farlo al posto nostro. Lo dico senza girarci troppo intorno perché credo che ognuno abbia un talento diverso da valorizzare e coltivare, non tutti devono saper fare tutto. Se invece interessa provare a scrivere, si possono compiere i primi passi partendo da questi punti:

  • avere le idee chiare
  • scegliere il tipo di testo da cui partire
  • fare una scaletta degli argomenti
  • usare un linguaggio semplice
  • fare degli esempi
  • sfruttare i tools online a disposizione della scrittura
  • chiedere a qualcuno che ci rilegga
  • essere costanti
  • passare al livello successivo

 

Idee chiare, scaletta e testo

Sapere cosa si vuole dire, fare pulizia prima nella testa e poi sulla carta è fondamentale. Pensieri complicati e stratificati, non aiutano a esprimersi e ancor meno a farsi capire. Sapere cosa si vuole dire, porta a scrivere più chiaro. Il passo successivo è fare una lista degli argomenti che si vogliono trattare, con un ordine consequenziale. Scrivendo può succedere di voler anticipare un concetto rispetto a un altro, se non cambia il senso nel suo complesso.
Per prendere confidenza con la parola scritta, prima di buttarsi a scrivere tutti i testi del nostro nuovo sito, post per blog, Linkedin e social vari, si può iniziare a scrivere la propria newsletter, per capire se ci incuriosisce scrivere e verificare se quello che scriviamo è di interesse di chi ci legge.

 

Linguaggio, esempi e tools

Scrivere semplice, soprattutto quando si spiega il proprio lavoro, è la scelta migliore. Ci vuole parecchia pratica per arrivare a usare un linguaggio semplice e efficace. Io ho imparato molto sulla semplicità scrivendo in altre lingue, perché non padroneggiandole benissimo, all’inizio ho semplificato tantissimo la costruzione delle frasi, la scelta dei sinonimi, dei verbi in modo da fare meno errori possibili. Questo approccio mi è tornato utile anche nella scrittura in italiano, dove cerco sempre di eliminare giri di parole inutili.
In soccorso di scrive vengono gli esempi: il modo migliore per spiegare qualcosa è partire da un esempio e la descrizione lineare porta a capire, quasi a visualizzare quello che vogliamo dire.
Infine, consiglio di usare i tools disponibili online a sostegno della scrittura: primo di tutti il dizionario dei sinonimi, poi quello per verificare il livello di leggibilità dei testi  e infine quello per togliere le formattazioni nascoste quando si importano testi da un contenitore all’altro (ad esempio dalle note a word, da word al sito o alla newsletter su Mailchimp o altro programma).

 

Farsi rileggere, essere costanti, passare al livello successivo

Io vorrei che una persona leggesse sempre i miei testi prima di schiacciare invio, ma non sempre è possibile. Quando  si tratta di testi importanti e lunghi non è possibile fare da soli, un occhio esterno è necessario. Non solo perché questo occhio acchiappa tutti i refusi ma anche perché ci dice se siamo interessanti, se ci siamo spiegati, se ci siamo dilungati o se risultiamo criptici. Una persona che sappia smantellare e costruire testi, aiutandoci a trovare le falle in quello che vogliamo dire con le nostre parole.
In ultimo, il solito vecchio consiglio che non tramonta mai: prendersi un impegno, essere costanti, darsi un ritmo, non gettare la spugna.
Il livello successivo è quello di scrivere sempre di più e meglio, in modo fluido e piacevolmente comprensibile. Punto di partenza: i contenuti, sempre loro, chiari, utili, ben argomentati.

Non vale però soffrire, questo comprometterebbe molto il risultato.
Bisogna chiedersi se si vuole viaggiar con la scrittura o con un altro mezzo. Io ho scelto la parola scritta, per me è un’ottima compagna di strada. Per questo scrivo per me e scrivo per gli altri, che siano progetti, preventivi, mail, biografie, blog. Ogni formato ha le sue regole, ogni cliente ha i suoi argomenti e il bello è anche questo, entrare e uscire da storie differenti, cercando nuove parole.

Di anno in anno scrivo sempre di più e sono felice di allungare questo viaggio, che mi porta spesso in posti nuovi.
Se hai una mèta che vuoi raggiungere e non sai come fare, posso aiutarti a scrivere la rotta, tu goditi il viaggio.