È arrivato il momento che metta in pratica una cosa che ripeto sempre ai clienti: sfruttare le consulenze che si acquistano fino all’osso e fare tesoro dei consigli che in esse sono espresse.

Confesso, sono anch’io della specie di persone che in preda allo slancio acquistano un corso online, una consulenza o un prodotto e poi lasciano tutto inutilizzato a prendere polvere, peraltro con grande senso di colpa (giustamente).

Quindi mi sono detta: ora o mai più! È arrivato il momento di fare un po’ di manutenzione e per farlo è necessario rallentare sull’impianto generale, proprio come le caldaie a fine inverno, che vanno svuotate, pulite e messe in ordine per affrontare la nuova stagione.
Sarà uno stop breve, il grosso del lavoro sarà fatto dietro le quinte, ma devo essere sincera, visto che sarà un carico in più per me non riesco a fare tutto: seguire i clienti, sistemare e implementare i pezzi che mancano e continuare a scrivere. Quindi, piccola pausa.

Riporto ancora una volta le parole trovate nella newsletter di Riccardo Scandellari (non sono mono maniacale, lui è proprio bravo e spesso cade a fagiuolo con le mie riflessioni):
<<Gli strumenti di cui ora ci serviamo, raramente ci permettono di essere soli con i nostri pensieri. Siamo alla continua ricerca di occupare lo spazio vuoto e di riempire il silenzio. La noia è una come una perdita di tempo.
Cal Newport, professore associato presso la Georgetown University afferma che:
Se ti esponi solo a informazioni interessanti e ti nutri di stimoli, ma non ti prendi il tempo per pensare davvero – per elaborarli, per guardarli da diverse angolazioni, per provare a gestirli contro altri paradigmi o strutture che hai nel tuo attuale schema mentale – se rinunci a stare solo con i tuoi pensieri, probabilmente stai ricavando solo una piccola parte del loro valore potenziale“.
Non ti stai concedendo il tempo per comprendere il passato, elaborare le informazioni che hai assorbito e trasformare tutto questo in uno stimolo creativo>>

 

Una digestione lunga

Io è da qualche mese che mi sento in questa situazione, mi manca il tempo per digerire, fisicamente e metafisicamente. Ho fatto una scorpacciata di stimoli, ho messo da parte un sacco di informazioni, adesso ho bisogno del tempo per appropriarmene pienamente.

Posso permettermi di ragionare in questi termini perché oggi mi sento un po’ più sicura rispetto agli inizi. Sono cresciuta io, sono cresciuti i miei clienti nelle loro attività grazie al mio supporto e questo mi permette di vedere le cose con più serenità.

È cambiato il mio atteggiamento anche rispetto a cosa sento di aver bisogno per far crescere il mio business. Non anelo più a regole e schemi da adottare per far funzionare la macchina, ho capito che devo valorizzare chi sono e cosa so fare. Ho deciso di adottare una mia velocità di crociera e un mio modo di dare il benvenuto a bordo, senza omologarmi in cerca di numeri facili.
È una fatica, senza dubbio, ma è la strada che mi sento di percorrere se voglio spingermi un po’ più in là .

Ci sono ancora milioni di cose che devo imparare, ad alcune non arriverò mai per scelta, ma mi avvicino sempre di più alla figura professionale che ho in mente da un po’ di tempo.

Amo essere una libera professionista perché implica questa grande agilità nello scomporre e ricomporre il proprio lavoro. I tempi aziendali sono tutt’altra cosa e ammetto che non fanno proprio più per me. Essere da soli è difficile ma porta con sé la flessibilità, la possibilità di scelta rapida che nel nuovo mercato del lavoro può essere un fattore di successo rispetto ad altri.

 

Perché non lo fai ad agosto?

Perché ne ho bisogno adesso, voglio accogliere questa esigenza ora, non più tardi. E poi lavorerò con delle persone che mi possono affiancare nei mesi lavorativi, non durante le vacanze. Ammetto che lavoro per me stessa almeno per il 30% delle mie giornate, quindi voglio permettermi di decidere quando e come investire questo tempo.

L’intenzione è quella di partire dalle analisi che ho già raccolto con le consulenze acquistate per rielaborarle a maglie larghe e sentirmi più comoda nei miei panni. È una sfida per me e per chi mi aiuta, quando ce l’avremo fatta festeggeremo insieme!

La messa a punto in officina è in realtà un lavoro anche a beneficio dei clienti, vecchi e nuovi, perché i vasi cono comunicanti, il benessere di un vaso si travasa nell’altro.
È come essere in cantiere, dove le cose crescono di giorno in giorno, passando dalle fondamenta all’edificio, secondo una direzione lavori precisa e il contributo di tutti. 
Avevo paura a fermarmi per un po’, adesso invece non vedo l’ora di farlo. Secondo me sarà più veloce di quello che penso.
Ci rivediamo a fine Aprile da queste parti, nel frattempo se vuoi, puoi continuare a seguirmi su Instagram dove in ordine sparso lascio tracce di me e del mio lavoro, in proporzioni variabili.