Il punto di arrivo per i liberi professionisti è quello di avere pochi clienti fissi e belli consistenti, ovvero che garantiscano il fatturato di tutto l’anno.
È così per tutti?

 

Cosa vuol dire lavorare per un cliente fisso

Ne ha parlato anche Daniela Scapoli allo scorso Freelance Camp dove ha spiegato come organizzarsi e prendere le misure con un cliente che potrebbe fagocitare molto tempo a discapito di altro lavoro. Come sempre, sta al buon senso dei singoli e allo stabilire delle regole all’inizio della collaborazione, con l’attenzione comune a rispettarle.
In termini di fatturato, dipendere al 60/70% da un grosso cliente è molto rassicurante, soprattutto se è puntuale nei pagamenti, ma anche molto pericoloso. Nel momento in cui la collaborazione non si rinnovasse andrebbe in fumo una considerevole parte di incasso.
Inoltre, quando si è assorbiti da un cliente si rischia di non promuoversi più o di farsi conoscere poco, in parte perché se ne ha meno la necessità, in parte perché non si ha il tempo. Nel caso in cui la collaborazione non si rinnovasse, bisognerebbe ricominciare da zero (o quasi) per rispolverare la propria immagine, comunicazione, insomma tornare in pista.
Ultimo aspetto, per me molto importante, la varietà del lavoro. Passare da un cliente a un altro, calarsi in mondi di versi è terribilmente faticoso, ma molto stimolante. Apre porte su molti mondi diversi e per me che sono mossa da eterna curiosità, è una specie di necessità che ha trovato appagamento proprio nell’essere freelance.
Come fare? Rifiutare la fortuna che il destino ha messo sulla tua strada sotto forma di cliente fisso? Oppure legarsi mani e piedi per il futuro, magari perdendo la creatività?

 

L’equilibrio, signora mia

Che novità, parlo di equilibrio. Eh sì, perché anche in scelte strategiche e di fatturato ci vuole equilibrio. Non si deve solo dare ascolto al bisogno pressante di sicurezza economica o alla voglia di indipendenza tout court, ma fare un mix fra i due e stabilire un buon modo per lavorare con soddisfazione e in tranquillità  .
I miei post sono frutto dell’esperienza che vivo e se parlo di questo argomento è perché mi ci sono ritrovata di recente. Come mi sono comportata? La mia decisione è stata netta: devo provare, altrimenti parlo solo di teoria e non di pratica.
Quindi ho cercato di organizzare al meglio gli altri lavori in corso per farli scorrere parallelamente al nuovo impegno e ho iniziato l’avventura.
A parte la difficoltà iniziale a riprendere un ritmo d’ufficio, dopo anni di ritiro nei miei appartamenti, e l’ansia di scontentare qualcuno (al momento solo me stessa, perché sono stanchissima) ho inquadrato la faccenda e ho stabilito le linee guida per il futuro .
Innanzitutto ho stabilito un “ingombro massimo” che questo lavoro potrà occupare nelle mie settimane e relativa fetta di fatturato. Parallelamente ho giurato a me stessa che continuerò a essere presente sul blog e sui social, magari facendo un crossover fra cultura aziendale e vita da freelance, ma vado piano con gli enunciati perché ogni volta che si strombazza qualcosa ai quattro venti, poi succede tutto il contrario.

 

Come ti vedi da grande?

Forse più che rispondere a questa domanda dovrei rispondere a “dove ti vedi da grande?”, ma credo che la risposta a una, porti la risposta all’altra.
Il cliente fisso è un ottimo modo per mantenere la rotta e la sicurezza, i clienti che ruotano (magari gli stessi che ritornano, con incarichi differenti) sono la ventata di freschezza di cui si ha bisogno per rimanere elastici. Perché dai clienti si impara, con loro si cresce, ci si scambiano competenze, non solo denari.
Quindi da grande mi vedo in modo sfaccettato, non univoco. E questa è la più grossa conquista che ho fatto negli ultimi anni di lavoro (quello reale e quello su me stessa): accettare di avere più anime, più vite, più lavori e essere al cento per cento in ognuno di essi, perché ogni momento che vivo, ogni lavoro che faccio, nell’istante in cui sta succedendo è la mia totalità, il mio mondo.
Sul dove mi vedo, ci sto lavorando, ma non è ancora ora di affrontare questo aspetto, finisco di sistemare il fatturato e poi me ne occupo.