Quando un piano c’è e si vede - Elena Augelli

montagna in fondo al passaggio di un fiume

 

Una cosa che ha tenuto vivo il mio spirito di freelance negli ultimi tre mesi è stato il confronto più frequente con altri liberi professionisti.
Strano ma vero, ringrazio la pandemia che ha fatto rallentare tutti e spinto a cercarci con più calma. Non dico più di frequente, ma con più respiro, permettendoci di raccontarcela con sincerità, fra alti e bassi che abbiamo vissuto.

 

Il confronto

L’appuntamento che ha abitato più spesso le mie settimane è stato con Barbara Oggero – Fotografa di Storie che ha via via condiviso con me il percorso di pianificazione della sua nuova strategia di comunicazione.

E qui lo voglio raccontare perché quando c’è un piano, si vede e il messaggio arriva chiaro e ben confezionato alle orecchie (in questo caso anche agli occhi) del proprio pubblico.
Sono inoltre convinta che quando qualcuno che ti è vicino raggiunge un obiettivo è una festa per tutti, che il confronto arricchisce e che il fermento che si crea è coinvolgente.
In cambio Barbara si è ascoltata tutte le mei elucubrazioni sul futuro e non sono sicura di essere sempre stata leggera e spensierata nelle mie confessioni.

 

Il piano

Ma veniamo a lei. Quando la prima volta mi ha detto: “ho riempito due quaderni di idee e titoli che ho materiale per pubblicare da qui a due anni” mi ha preso un colpo. Ho pensato, ecco qui delle idee chiare.

Il cuore del suo piano è spiegare come la narrazione scritta e fotografica siano fondamentali per far conoscere e apprezzare l’attività di un’azienda. Narrazione che deve essere appunto armonizzata e declinata in un piano. E Barbara per spiegarlo lo ha dimostrato attraverso la sua comunicazione.

Da inizio marzo ha iniziato a sviluppare una volta alla settimana il suo racconto narrativo e fotografico sul blog. Tesi declinate in racconto e immagini, di dettagli, che lo hanno ispirato.
Da questo epicentro ha poi fatto partire il rilancio sui canali social:

  • sulla pagina facebook la pubblicazione del blog post con un commento introduttivo di taglio discorsivo
  • sul profilo LinkedIn la condivisione del blog post con una contestualizzazione più business
  • su IGTV (canale video di Instagram) un video tratto dal blog post, al posto delle precedenti stories parlate, per fermare in un momento più raccolto il concetto espresso nel blog
  • su Instagram un post al giorno di richiamo al tema della settimana (quello del blog)
  • e infine il rilancio sul canale Telegram con molti link di approfondimento fra video, interviste, articoli di testaste giornalistiche.

In pratica un piano con i fiocchi, in cui è anche molto chiaro il pubblico a cui si rivolge: le aziende.

Nella sua foto narrazione Barbara ha legato tutti gli elementi che la contraddistinguono: i viaggi, gli studi, il lavoro in agenzia di comunicazione, un libro di fotografie di viaggio, i progetti di ritratti al femminile. Tutti tasselli che hanno portato, di settimana in settimana, a spiegare per chi la legge, chi è e come lavora.

 

L’impegno

Un errore in cui si incappa quando si parla di programmazione è che sia un impegno troppo grande da sostenere. Ma si tratta proprio del contrario. Improvvisare ruba molto più tempo ed è estremamente faticoso. Lo spiega molto bene in tre punti Valeria Zangrandi che ha una newsletter dedicata proprio alla pianificazione:

  • Senza aver immaginato un piano, la comunicazione risulta disomogenea, con il rischio di “troppo vuoti e troppo pieni” che nuocciono alla narrazione.
  • Senza una direzione iniziale (l’obiettivo di cui parlo in un post sì e l’altro anche) i lettori percepiranno una mancanza di chiarezza, sia nel messaggio che nella forma.
  • Senza la programmazione non si possono creare i contenuti in anticipo, vivendo nell’affanno del “cielo, cosa pubblico!” oppure riducendosi a scrivere la notte prima dell’uscita (alzi la mano chi è esente da questa pratica).

 

I vantaggi

Se questo approccio è chiaro per i freelance che basano (o dovrebbero basare) la loro promozione su un’attenta programmazione, forse non è altrettanto scontato per un’azienda abituata a fare piani di produzione ma non di comunicazione.

I vantaggi dell’avere una strategia per un’azienda sono ancora più evidenti:

  • stabilire degli obiettivi, li rende raggiungibili (ad esempio, comunicare il brand o lanciare un nuovo prodotto)
  • capire se ci sono risorse interne per sviluppare il piano stesso
  • sapere a chi rivolgersi e cosa chiedere, se servono risorse esterne
  • rendere armonico il lavoro del gruppo di lavoro interno con quello del supporto esterno (ad esempio la scrittura o l’editing).

Tutte le strade portano alla stessa mèta: lo storytelling deve essere pensato e organizzato, solo così funzionerà. Lo ha dimostrato Barbara Oggero che non sa di essere finita in questo post come “caso studio”, lo ripetono e lo praticano tutti coloro che di scrittura ne hanno fatto un mestiere.
Essere creativi è un dono, nutrire la fiamma dell’estro con metodo è una scelta strategica.

 

Disclaimer

Nessun fotografo è “stato maltrattato” per scrivere questo post e nessuno mi ha regalato un viaggio alle Bahamas per farlo. È la storia di un’amicizia, nata in Rete al Femminile nel 2014 e consolidata nel tempo. Il confronto professionale è corso lungo l’argine dell’amicizia e ha reso più gradevole il lockdown che abbiamo appena vissuto.

In questi mesi in cui il lavoro è rallentato il servizio che mi è stato chiesto di più è stata la revisione dei testi (micro copy per i social, biografie di presentazione, about page di nuovi siti, blog post e newsletter).

Mi rendo conto sempre di più che è un mestiere che amo moltissimo, perché mi permette di scivolare nelle parole degli altri, rispettando il loro tono di voce e infilandoci un pizzico di mio, che fa la differenza.
Se stai per lanciare il tuo nuovo sito e vuoi dei testi a prova di lettura, verificali con me, vedrai che cambiare anche poche parole dei tuoi testi segnerà un ritmo originale.