ascolto-bisogni-del-cliente

 

Ho reso mio il detto “fatto è meglio che perfetto” e così sono andata online.
Un minuto dopo ero già pentita perché volevo sistemare ancora mille cose dei testi, delle immagini, dei servizi.
Poi mi sono ripresa e mi son detta “non sarà la solita sindrome dell’impostore che fa capolino fra le righe?”

Sì, ammettiamolo, ho paura ma ce la posso fare, anzi ce la sto facendo. Sono già arrivata qua.

Cosa sarà mai mettere online un sito, spiegare qual è la mia nuova attività, essere credibili per chi mi conosce per la prima volta?
Basta fare le cose un pezzettino per volta, non guardare verso il basso per eludere la vertigine, ma guardar avanti per capire verso dove si vuole andare.

Come scrivere contenuti efficaci: la mia storia

Mentre scrivo mi vengono in mette i fiumi di parole che sgorgano dalle dita delle mie amiche che sono anni che fanno le blogger e appena aprono il foglio bianco lo riempiono.

È vero, scrivere è un esercizio quotidiano, una buona pratica che va affinata.
E allora eccomi qua, pronta anch’io a dire la mia, ad iniziare dal perché sono diventata un’assistente virtuale.
Ecco partiamo dal perché, come dice in questo TED Simon Sinek.

Per me è stato un passaggio naturale, ho dovuto imparare a fare delle cose che erano di ausilio alla mia precedente attività e ho capito che potevano essere di aiuto anche ad altri.

La mia spontanea inclinazione a “tenere insieme tutti i pezzi” e a fare networking ha fatto il resto: svolgere un’attività che in un unico filo conduttore metta insieme dati, informazioni, esperienze e tempo per persone che lavorano in proprio e che hanno necessità di delegare con la massima fiducia il loro prezioso lavoro.

Questo il mio perché, il vostro qual è? Posso fare qualcosa per aiutare il vostro “perché”?

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