Lyon – Musée des Confluences

 

Fra un attimo siamo a metà anno e già mi chiedo: a che punto sono con i miei obiettivi?
In realtà li verifico a trimestre, ma il bilancio di mezza via serve per capire se bisogna accelerare ancora un po’ nella seconda parte dell’anno.
Analizzo, scompongo, aggrego e soprattutto cerco di mantenermi positiva, che aiuta.
Fa parte delle previsioni fare le verifiche, altrimenti è inutile fare ipotesi a inizio anno.
In questa corsa però mi chiedo quanto spazio lascio per godermi il percorso, ovvero celebrare quei piccoli successi quotidiani che permettono di conquistare i macro obiettivi.

 

La risposta è?

Poco, molto poco. Perennemente proiettata sul futuro, per carattere e per necessità, faccio fatica a guardare il presente. Non che non mi piaccia, anzi, spesso mi regala inaspettati momenti di gratifica e di gioia. Io però non riesco a stare ferma a godermeli e penso già a cosa devo fare dopo. Per fortuna con l’età (eh sì qualche vantaggio c’è anche nel compiere gli anni) ho smesso di desiderare di essere in montagna quando sono al mare e viceversa.
La costruzione di una strada deve sì essere un grande progetto, che però contempli delle tappe ristoro. Guardando indietro ho capito che anche sul piano personale sono sempre stata sbilanciata in avanti, a volte mi prende la malinconia di non aver gustato certi momenti con i miei figli, perché troppo presa a pensare a cosa sarebbe venuto più avanti.
È sano anticipare strategie e decisioni, ma non a scapito di quello che si sta vivendo.

 

Una sfida per il presente

Nel mio mandala di quest’anno ho messo un’immagine a cui ho attribuito un significato forte: “generare il futuro”. Ci credo moltissimo e sto rimuovendo tutta la terra intorno alle cose che vivo perché ciò succeda. Se mi fermo però, mi accorgo che il presente è fatto di tante piccole situazioni, molto piacevoli e che saranno proprio queste singole tappe a portarmi al futuro che immagino disegnato su una parete. Quindi mi permetto di rallentare e di godermele.
Quando non riesco mentalmente a farlo e gioire del momento vado a camminare, spesso in ottima compagnia, per le colline intorno a Torino.
Mettere un passo dopo l’altro, in accordo con le chiacchiere che rimbalzano fra me e le amiche, mentre gli occhi si riempiono dei verdi, dei rossi o dei bianchi a seconda della stagione, è il mio segreto per rallentare e ammettere con me stessa che la strada la sto percorrendo e che mi posso permettere di respirare e godere il paesaggio.
Questo mi sono promessa per l’anno in corso: assaporare ogni singolo momento.

 

Con il lavoro, come la mettiamo?

Dal 2016 un bel terremoto è passato dalle mie parti. Ho lanciato una nuova attività, a un’età in cui una volta si andava quasi in pensione e in cuor mio ho una gran voglia di crescere e consolidarmi.
Punto il dito sulla mappa e decido dove voglio arrivare di anno in anno, secondo un piano di sviluppo.
Il fare di ogni giorno mi sta accompagnando sempre di più verso la definizione di ciò che voglio.
Quello che devo evitare è di avere la smania dei giovani (cosa che come detto non sono più), godermi le tappe e imparare da quello che ha funzionato e ancor di più da quello che non ha funzionato.

 

I piani si possono cambiare

Questo post non era previsto oggi, ho voluto scirverlo perché ho letto un’intervista veramente molto bella che me lo ha suggerito. Seguo  Riccardo Scandellari che fra i tutti i personaggi qualificati del mondo digital è per me un vero punto di riferimento, per un motivo semplice. È un uomo garbato, non urla e non catechizza le masse, suggerisce in modo convincente strade da seguire per creare un’immagine (e sostanza) che sia autorevole.
A chi lo ha intervistato, ovvero Raffaele Gaito, ha proposto un dialogo, ovvero ha chiesto che sia l’intervistato che l’intervistatore dessero la risposta, in modo da creare più una chiacchierata che una domanda e risposta. Una bella idea!
Quanto all’intervistatore è a lui che devo il fatto che mi sia rimasta in mente l’espressione “godersi il percorso”, ne ha scritto un interessante e molto articolato post che ho letto con voracità.
Cogliere spunti di riflessione da letture di altri per me è occasione di prendere la piacevolezza del momento. Passo ore e ore a leggere, anche nei risvegli notturni, confesso, metto tutto su pocket utilissima app per salvare e catalogare link che sono piaciuti o che servono, ma poche cose mi si fissano in memoria, senza che vada a ripescarle negli elenchi.
Quando succede, vuol dire che quello che ho letto ha fatto centro nella mia testa e si è salvato da solo.
Così un pezzetto per volta costruisco la mia strada, segno le milestones che mi servono quando mi guardo indietro per ricordarmi da dove sono partita, un concetto che esprimo spesso nei miei post, perché se è vero che sono tutta proiettata al futuro, mi ancoro al presente attraverso quello che ho fatto. E che è sempre migliorabile.