Identità professionali, evidenti e coerenti - Elena Augelli

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La chiarezza, tema di gennaio, passa il testimone all’identità, tema di febbraio.

L’identità è figlia della chiarezza, almeno per me. Si arriva a definire un’identità, dopo aver tolto ciò che non serve e chiarito chi si vuole essere.

Un’identità non si costruisce con la fretta, è frutto di profonda consapevolezza.
Il portale “Una parola al giorno” definisce la consapevolezza così:

“Questa parola denota un fenomeno estremamente intimo e di importanza cardinale. Non è un superficiale essere informati, né un semplice sapere … La consapevolezza è una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in un uno coerente. È quel tipo di sapere che dà forma all’etica, alla condotta di vita, alla disciplina, rendendole autentiche”.

La consapevolezza, parola strapazzata in molti contesti, ha quindi radici etiche e sancisce coerenza. Ecco perché conduce a costruire identità, con disciplina e autenticità.

 

Costruire identità

Una precisa identità personale risulta, e risalta, all’interno dell’identità professionale. Non si può far finta di esser persone diverse da chi si è nel proprio intimo e allo stesso tempo non si può improvvisare un’identità, che appunto va costruita.

Ecco perché è necessario sia per chi lavora come freelance sia per un’azienda:

  • dare alla propria comunicazione un’identità chiara. “Chi sono” non è solo una pagina del nostro sito, è un modo di essere che emerge da mille sfumature in tutto quello che siamo, facciamo, scriviamo, in ogni nostro scambio (virtuale e reale);

 

  • costruire questa identità attraverso le parole, le immagini (evviva l’uso degli stock, ma molto meglio avere delle foto che siano davvero specchio della nostra identità), l’uso coerente degli strumenti (meglio usare bene e con costanza i canali in cui sono presenti i clienti che ci interessano che essere spalmanti su tanti canali, solo per dire di aver messo una bandierina);

 

  • curare l’identità del proprio brand anche nell’offerta, non solo da un punto di vista dell’immagine, ma anche da quello della sostanza. Inutile spacciarsi video maker o podcaster perché i clienti vogliono video e podcast, se non si sa da che parte incominciare. Utile invece, se è di proprio interesse, formarsi e specializzarsi per poi proporre il nuovo servizio.

Una volta stabilita, l’identità, si riflette in qualunque relazione, azione, contratto che chiudiamo.

Anche i progetti esprimono la nostra identità, non solo perché descrivono la nostra storia e le nostre capacità imprenditoriali (una delle sezioni dei progetti) ma anche perché l’idea e il modello di business su cui si fondano portano il nostro DNA, sono in continuità con chi siamo e come lavoriamo (stessa cosa vale per un’azienda).

L’identità è anche un concetto collettivo, in un team di lavoro l’identità è costituita dalla somma dei valori dei singoli partecipanti, che concorrono a formarne una unica e armoniosa.
Un progetto e un team non devono mai perdere per strada la loro identità e ogni scelta, deve essere valutata in quest’ottica.

Il rischio di tentare una manovra di marketing o di offerta commerciale non coerente con la propria identità è quello di non essere capiti (e accettati) dal mercato, perché lontani da chi si è sempre dimostrati di essere e quindi di mancare l’obiettivo.
Potrebbe essere una studiata mossa del cavallo, quella in cui l’animale scarta all’improvviso, ma bisogna essere molto strutturati e aver previsto e pianificato minuziosamente un cambiamento così.

 

La costanza nel costruire

Essere forti nella costruzione della propria identità e costanti nel declinarla in tutto ciò che si fa è abbastanza difficile, lo ammetto.
Io per esempio ho molte difficoltà con la parte visual, l’ho sempre avuta e mi scorno con la grafica (logo, pattern, font, colori) direi tutti i giorni. È il mio prossimo investimento serio, perché se c’è una cosa che ho imparato a chiare lettere è che non posso fare tutto da sola, meno che mai se non ho le competenze.
Mi muovo invece a mio agio con le parole, che fisso in modo chiaro nei testi dei miei clienti, che spesso si meravigliano di come tiro fuori la loro essenza in modo semplice.

Questo è l’impegno che mi sono presa tempo fa e che porto avanti nella mia identità: dare una voce chiara alla storie di aziende o liberi professionisti, che vogliono costruire la loro identità, con uno stile personale.

 

Foto: Vecchio Porto di Marsiglia, città che contiene un’affascinante moltitudine di identità