Place Bellecour – Lyon

Gennaio di solito è un mese di magra per il fatturato, ma potrebbe non esser così se si è fatta una buona pianificazione l’anno precedente.
Il fatturato non è una wonder wheel che gira a una velocità che non possiamo controllare o che si ferma in un punto che non ci permette di scendere.
Il fatturato è “cosa seria”, dipende da noi e dalla velocità che vogliamo dare al nostro business.
Soprattutto per poter prevedere e decidere il fatturato di un anno è necessario analizzare quello del precedente.

 

Scompongo e analizzo

A novembre inizio le manovre per capire da dove sono arrivati gli incassi dell’anno in corso, facendomi qualche domanda:

  • chi sono i clienti? Sono tutti diversi o alcuni sono ricorrenti durante l’anno?
  • cosa hanno comprato? Sempre lo stesso servizio hanno avuto diverse necessità, rivolgendosi sempre a me?
  • esiste una ciclicità o una stagionalità nella domanda dei servizi? I business plan arrivano sempre a inizio anno e verso l’estate, ad esempio; la scrittura è costante durante l’anno;
  • modalità di pagamento. Chi è stato puntuale, chi ha pagato in anticipo, chi si è fatto rincorrere?  

Capire chi ha avuto fiducia in me e in che modo, permette di decidere su chi e cosa investire l’anno successivo. Non è il lavoro che arriva a noi, siamo a noi che lo portiamo a casa.
Come? Lavorando bene in primis, lasciando il più possibile traccia di noi in giro, in modo serio, coerente e possibilmente utile per chi ci segue.
Io non offro pacchetti, non ho prodotti scalabili, ogni volta entro nella pelle dei clienti e cerco di capire di cosa hanno bisogno. Però posso scrivere una geografia dei servizi che ho venduto, a chi, in che periodo dell’anno e per quanto tempo (se si tratta di un sostegno periodico).
Questo mi dà l’idea di quale sia la fetta di fatturato più grossa, che vale la pena incentivare da un anno con l’altro.
Mi rendo conto che non sia immediato questo approccio e che ci voglia qualche anno di attività per capire come girano le cose, che spesso cambiano e ci devono trovare pronti per capirle e accettarle.
All’inizio di un business bisogna fare delle ipotesi di guadagno, impostare la rotta per ottenerlo e subito dopo fare le analisi per capire cosa ha funzionato e cosa invece è da migliorare. In ogni caso bisogna partire, mai cincischiare stropicciandosi le mani nell’ansia di non saper fare.

 

Non siamo soli nell’universo

Per fortuna non siamo soli nell’universo e ci sono freelance specializzati nel supportare altri liberi professionisti nella loro amministrazione. Una di questi è Giovanna Russo, aka The Modern Office, che consiglio vivamente di seguire su Instagram. Nelle sue themodernpills affronta molti temi relativi all’amministrazione e gestione del fatturato e ogni mese può seguire con consulenze mirate singoli clienti. È specializzata in fatturazione elettronica e i gestionali per la fatturazione non hanno segreti per lei. Usare un gestionale può non sembrare necessario fintanto che si è piccoli, invece è di grande aiuto proprio per ricavare analisi e statistiche di costi e ricavi. Io dall’anno scorso utilizzo Fatture In Cloud (grazie Giovanna!) e quando ho voluto analizzare i numeri è stato veramente semplice farlo attraverso questo programma.
Impostare bene il lavoro lo rende più facile, più controllato. Questo vuol dire che è immediato vedere dove sono le dispersioni, quali sono i servizi (o prodotti) che rendono di meno su cui lavorare o decidere di togliere.
Sempre più il lavoro deve essere verificato nei suo passaggi (altro fattore da controllare è il tempo, fondamentale) per poter apportare correttivi e anche rallegrarsi quando si vedono i numeri crescere.
Non è più epoca di affidare il proprio bilancio solo al commercialista. È quanto mai necessario sapere fino all’ultimo penny quanto entra e quanto esce, anche per capire se si possono fare investimenti.
Io confesso che quando passo da rosso a verde una fattura perché è stata pagata mi sento felice, non solo perché si parla di denaro, ma perché vuol dire che un ciclo si è compiuto.
Infine le fatture pagate in anticipo, lo scrivo spesso, sono le migliori perché ti spingono a fare il tutto per tutto per soddisfare i clienti e allo stesso tempo ti rendono molto sereni nei loro confronti. Ripaghi, con gli interessi,  la fiducia che ti danno.

Per far crescere il lavoro e il fatturato ci vuole di sicuro costanza, ma anche la lucidità di capire se si è sulla strada giusta. Nella mia prima esperienza imprenditoriale, completamente diversa dall’attuale, ho capito che non avrei potuto raggiungere numeri sufficienti a stare in piedi nel lungo periodo e quindi ho preso le mie decisioni. Ma non si butta via nulla, quello che non ha funzionato in quella forma, mi ha permesso di mettere basi decisamente più solide oggi.

Per me aprire Fatture In Cloud non è uno stress ma una fonte di rassicurazione, so dove sto andando e so che devo spingere sempre di più.