i miei manda incorniciati

 

Sono tre anni che insieme alla mia coach Carla Malinverni realizzo un Mandala di previsione per l’anno che verrà. Quest’anno, dopo mille peripezie e appuntamenti mancati, sono riuscita a farlo solo pochi giorni fa.
In realtà non è così fondamentale farlo a inizio anno, perché il principio è stabilire una proiezione dal momento in cui lo si compone fino a un tempo che si vuole ad esso assegnare, che può essere un anno, due, cinque, senza limiti. Quindi il mio non ha in sé una data di scadenza a fine 2018, ma va un po’ più in là, fino a che non si saranno compiute tutte le cose che per mia volontà ho deciso di iniziare.

 

Che cos’è un Mandala?

Come spiega Carla ai suoi coachee (quelli che si siedono davanti a lei, per capirci) <<è un cartellone che la persona compone con ritagli, colla, colori, pennarelli, chi più ne ha più ne metta, dopo aver ben riflettuto su che cosa vuole davvero per sé nell’anno nuovo e che cosa è disposto a fare per ottenere questo entro l’anno>>. Si tratta di uno strumento potente, a alto contenuto simbolico che aiuta moltissimo a focalizzarsi. E mi permetto di affermarlo proprio perché l’ho fatto tre volte di seguito.
Come farlo è molto semplice, visto che non ha nessuna finalità artistica, ma appunto simbolica: si ritagliano immagini, parole, disegni che ispirano e li si utilizzano, insieme a pennarelli o qualsivoglia altro materiale (si può fare anche in 3D!) per comporre la propria proiezione, secondo lo schema guida della coach.

 

La magia di aprire quelli vecchi

Prima di iniziare la composizione di quello nuovo, si apre il precedente. Perché dico aprire? Perché una volta completato il Mandala viene arrotolato, sigillato e dedicato dalla coach e se ne sta lì a fare il suo dovere, lavorando nel profondo fino a che non si decide di riaprirlo. Nel mio caso ne avevo due da “srotolare” e la mia sorpresa nel constatare una serie di cose è stata enorme.
Innanzitutto, di alcune cose mi ricordavo, di altre assolutamente no, ma entrambe si sono compiute, quindi non le avevo indicate a caso. Su questo stesso punto, è curioso come io ne ricordassi alcune e la coach altre, a significare che abbiamo registrato in modo diverso le azioni che avevo dichiarato.
Soprattutto quello che mi ha colpita in modo forte e netto è come ci sia stata un’evoluzione da un anno all’altro.
Io so di essere cambiata molto negli ultimi tre anni, ma non pensavo di averlo in qualche modo scritto e previsto. Prima di fare un Mandala, si fissano i concetti o desideri su un foglio, che serve da traccia per procedere poi a illustrarli con immagini e colori.
Quello che ho scritto nei tre anni è davvero una proiezione di me che in parte si è avverata e in parte si sta compiendo.
Confesso che, da buona materialista, questa cosa mi ha davvero scioccata. Di più, mi sono ricordata che certe decisioni all’inizio di un anno non le avevo minimamente né prese né considerate (come budget o organizzazione) invece le avevo affidate al Mandala. Risultato, ad esempio nell’estate 2016, ho imbiancato e re-distribuito gli ambienti di casa, rendendoli più funzionali anche per la crescita dei miei figli, decidendolo in 5 giorni (mentre nel Mandala lo avevo già scritto).

 

Lo scetticismo

Capisco che siano argomenti molto personali, ma posso dire che se un anno è un caso, due sono un indizio, tre costituiscono una prova!
A questo punto mi sento davvero legata a i miei Mandala, anche se potrei decidere di non farli mai più. In questo pezzo mi hanno accompagnato in modo silenzioso e hanno fatto il loro lavoro.
Tanto che quest’anno ho deciso di incorniciarli, perché non volevo più che il loro messaggio restasse “arrotolato”, ma continuasse a fluire. E così ho fatto, ora sono inquadrati ai piedi della mia scrivania, a portata di mano. Ogni tanto butto l’occhio sull’ultimo per ricordarmi la direzione, ma sbircio anche gli altri, per capire da dove sono partita.
Attenzione, non tutto si è compiuto perché non tutto dipende dalla nostra volontà, ci muoviamo in un mondo fatto di persone e di situazioni che non sempre sono prevedibili. Quando ho cambiato idea, ne sono stata felice. E se sento che comunque qualcosa la devo ancora compiere (vedi mangiare in modo sano, non ridete!) faccio il riporto da un anno all’altro, come per la contabilità.

 

Perché farlo con la coach?

È vero, avrei potuto mettermi a fare queste composizioni da sola e magari non raccontarlo neanche. Invece lo faccio perché questo rituale (in senso laico e positivo) mi permette di confrontarmi con una persona che è per me arricchente. Le nostre vite ci sbatacchiano da una parte all’altra tutto l’anno, ma sappiamo che ci ritroviamo per questo appuntamento.
Non solo, la conduzione della coach è fondamentale per organizzare i contenuti, che hanno una loro logica, distribuzione nel foglio e progressione. Più precisamente la coach non interviene in nessun modo, ma ha il comito di sottoporti le domande giuste per guidarti nel percorso, cioè a far uscire quello che forse da soli non si vorrebbe ammettere con se stessi.
Il primo anno, su suggerimento di Carla, ho condiviso questo momento prezioso con un’amica. È stato molto bello vedere compiersi man mano le due composizioni, così diverse e così rispecchianti le nostre personalità, sotto lo sguardo sornione e sapiente della coach.
Un passaggio condiviso, che ha aggiunto valore a ciò che abbiamo scelto di fare.
Quest’anno invece, due figure da me ritagliate e poi scartate, sono finite in un altro Mandala (una volutamente, l’altra inconsapevolmente) e costituiscono un legame fra azioni e persone, che sono curiosissima di sapere in che cosa si concretizzerà nel corso dell’anno.

E così, dopo aver svelato di aver iniziato e continuato un programma di fitness , ho svelato anche di essere un’affezionata dei Mandala (e soprattutto della mia coach). Io mi stupisco sempre di me stessa, anzi quasi lo faccio apposta. Mi serve sfidarmi ogni volta, aiuta anche a lavorare meglio.

La foto del post è vera e l’ho fatta io. Nel mandala di quest’anno avrei potuto mettere: imparare a fare foto migliori…. A questo punto ho due strade: o a sorpresa imparo a farle (magari seguendo qualche buon corso) oppure lo scrivo nel prossimo Mandala, così magari ci riesco!