Gressoney Saint-Jean

Il mese di gennaio è iniziato con il botto e anche con l’affanno. È arrivato molto lavoro e con lui l’eterna domanda “riuscirò a organizzare tutto al meglio”?
Le vacanze di Natale non ho staccato e quindi in tre settimane mi sono trovata già stanchissima.
La stanchezza però non è stata la cosa più importante da combattere, ho capito che stavo perdendo la concentrazione.
Per scrivere servono tempo e concentrazione e io ho deciso di fermarmi un attimo e crearmeli, visto che da soli non saltavano fuori. Così ho organizzato l’agenda dei lavori e ho deciso di andare a scrivere in montagna 5 giorni. Mai decisione è stata più azzeccata.

 

Il coraggio di sottrarsi

Fino all’ultimo ho pensato di non farcela, mille impegni e altrettanto senso di colpa per “sottrarsi” al dovere di essere sempre disponibile e raggiungibile. Quando ho capito che se non avessi fatto spazio nelle giornate e nella testa, non sarei andata avanti, ho chiuso fuori dalla porta tutte le menate e sono partita, con lo zaino dei quaderni, pennarelli e computer più grosso e pesante della valigia dei vestiti.
Da parte mia ho messo la cocciutaggine nel fare questo stop, dall’altra parte ho trovato la partner in crime perfetta.

 

Il networking di una vita

Ho sempre coltivato le relazioni e per fortuna o per volontà, non ho mai perso di vista alcune persone delle mie vite precedenti con cui, seppur diluito nel tempo, ho mantenuto il contatto. Una di queste persone è Silvia Marzari, collega d’ufficio più di dieci anni fa.
L’ho salutata nel 2010 come progettista europea di corsi di formazione e l’ho ritrovata manager, meglio dire testa e anima, di un albergo delizioso sulle piste a Gressoney Saint Jean.
Ero già andata a trovarla altre volte, per gite veloci, questa volta però mi ha fatto un’offerta così golosa che non ho potuto dire di no.

 

Cosa mi ha fatto prendere la decisione

Quando ho chiamato Silvia per chiederle se poteva aiutarmi, non solo mi ha detto che mi aspettava a braccia aperte, ma mi ha confessato che non ero la prima a scegliere Gran Baita, la sua struttura, come buon ritiro.
Giusto per far venire la voglia a chi sta accarezzando questa idea, mi ha messo a disposizione:
– una camera con vista montagne innevate e sole
– il wifi
– una colazione con i fiocchi
– pranzetti a scelta fra le mille mila calorie della montagna e il super light per la concentrazione
– un’area benessere con sauna e bagno turco
– un tavolo davanti al camino per scrivere sorseggiando una tisana (strepitosa)
Sfido chiunque a non sentirsi bene in una situazione del genere!

 

Cinque giorni di ottimo ritmo

Con un supporto di questo genere mi sono detta che dovevo essere all’altezza delle coccole ricevute e mi sono messa ventre a terra a scrivere. Così sono riuscita a smaltire un po’ di code, a impostare nuovi lavori, organizzare quelli in corso, tirare fuori delle idee e soprattutto delle parole scritte.
Il rischio di quando si va in affanno è che si perda la passione per quello che si fa, si resti schiacciati sotto il peso del “devo” che rende meno dolce ciò che si ama.
Io amo scrivere e ho capito che non sono veloce a farlo. Mi ci vuole tempo, concentrazione e soprattutto leggerezza d’animo, altrimenti i tasti non si muovono di un millimetro sotto le dita.
Sento il bisogno di valutare le idee, scegliere le parole, provare a buttare giù una prima versione e rileggerla il giorno dopo per vedere se funziona.
E questo vale sia quando scrivo per me, sia quando scrivo per gli altri.
Inoltre nel mio lavoro di Assistente Virtuale la scrittura ha tante forme: possono essere testi di un sito, un progetto imprenditoriale da spiegare a potenziali investitori, post per blog e social, fino alla scrittura “di supporto al lavoro” come le mail e i preventivi, tutt’altro che trascurabile.
Parole diverse, contenitori differenti, unico scopo: essere chiari, interessanti, sintetici.

Per questo mi sono rifugiata da Silvia, per riprendere le redini del mio cavallo e non essere disarcionata dalla mia stessa disattenzione.
Ora mi ritengo soddisfatta, sia per aver preso la decisione di partire sia per aver messo a frutto il tempo in modo migliore che se fossi rimasta a casa.
Grazie Silvia, ora febbraio può iniziare!