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Questa settimana ho avuto bisogno di aiuto, in più di un’occasione. E questo mi ha portata a riflettere su questa necessità molto umana quanto difficile da ammettere con se stessi.

In un momento storico fortemente individualista, in cui si cerca di schivare il prossimo perché si pensa di non avere tempo, non si mette in conto che potremmo essere noi quelli che hanno bisogno.

Aiutare gli altri

Il mio è stato un anno in cui, quando è stato possibile, ho cercato di fare quello che era nelle mie capacità per andare incontro ai bisogni di altri.

Tanti i modi per essere vicini a qualcuno: dal litigare con una burocrazia insensata a fare la spesa insieme o semplicemente condividere una passeggiata in un momento no.

Non sempre si hanno le energie sufficienti per dividerle con qualcun altro, ma spesso quando si fa questo sforzo, che sforzo proprio non è perché è la vita, si torna a casa più ricchi di quando si è usciti.

Chiedere aiuto

La parte difficile, per me, è ammettere di avere bisogno. Smettere di pensare che si disturba e provare a chiedere, al massimo se la persona a cui chiedi non può o ne cerchi un’altra o fai da te.

E questa settimana, così pericolosamente vicina alla fine dell’anno, ho avuto bisogno più di una volta. Ho chiesto un confronto e ho ottenuto interessanti punti di vista e di sostegno, ho avuto bisogno di essere accompagnata a fare una cosa che mi metteva agitazione e sono stata presa e coccolata, mettendo a soqquadro i piani domenicali di una famiglia.

Poi ho riflettuto che in fondo non è stata solo questa settimana quella in cui ho avuto bisogno. Quest’estate, ad esempio, sono stata accompagnata all’alba all’aeroporto di Bergamo a portare una figlia verso la sua emancipazione. Ce l’avrei fatta anche da sola, ma insieme è stato più semplice. Lo stesso al rientro della fanciulla, che sono andata a recuperare (sempre di notte) con suo fratello che, se è vero che è solo un ragazzo, mi ha detto “mamma vengo con te così chiacchieriamo e ti faccio compagnia”.

Piccoli gesti che facciamo fatica ad accettare e ancora di più a chiedere, perché appunto non si vuole disturbare ma soprattutto perché non si vuole ammettere con se stessi di avere una debolezza o più semplicemente di poter lasciare andare per un attimo il comando.

Chi ci sta vicino e si offre di supportarci non è il lupo, non ci giudica. C’è e basta.

Anche nel lavoro ho chiesto aiuto, a volte non ho saputo fare qualcosa, altre volte sono stata indecisa sulla strada da prendere. Ho chiesto, mi sono confrontata, poi ho deciso mettendoci del mio, partendo da un buon consiglio, un punto di vista diverso.

Farsi aiutare permette di mantenere la calma proprio in quelle occasioni in cui non riesci ad averla, come può essere nei corridoi di un ospedale dove punti ad uscirne il più presto possibile sano e salvo.

La vita è fatta di mille piccole difficoltà che accadano senza troppa cortesia né preavviso, siamo noi a risponderne in prima persona, da questo non si scappa, ma possiamo autorizzarci a chiedere appoggio.

Ringraziamenti

Ringrazio questo anno che mi ha messo più volte nella condizione di chiedere aiuto e ringrazio tutti quelli che incondizionatamente mi sono stati vicini.

Ringrazio le persone che in piccola parte si sono fatte aiutare, la sensazione di aver fatto qualcosa di utile per loro è, egoisticamente, molto gratificante.

Ringrazio i miei clienti che mi hanno chiesto supporto e consiglio e che spero di aver portato un po’ più in là nel loro percorso. Questo secondo anno sarà più impegnativo, perchè come dice Caparezza “il secondo album è sempre più difficile nella carriera di un artista” .

Ringrazio i buoni maestri, che mi hanno messo sui binari giusti e che continuano a formarmi  e a vegliare sulla mia attività con l’assistenza e manutenzione del sito.

Ringrazio me stessa, perché continuo a osare e a non perdere l’entusiasmo per strada.

Anno nuovo non ti temo, anzi ti aspetto a braccia aperte, abbiamo un sacco di cosa da fare insieme.

Insieme anche a voi che mi seguite e che mi auguro di trovare pronti ad essere aiutati o a aiutarmi (per fare cose belle, of course), non si può mai sapere!