annapaola virdis trainer

Photo Annapaola Virdis

Appena ho pubblicato un post che parlava di allenamento un’amica mi ha chiamato allarmata chiedendomi: “vuoi fare la coach anche tu?”

Direi proprio di no, lascio il campo sgombro a chi lo fa di mestiere e bene. Io ho voluto porre l’accento su quella che per me è una scoperta della terza età: praticare con dedizione qualcosa. Ovvero, sono sempre stata cocciuta, ma spesso incostante . Ora non me lo posso più permettere e in verità non ne ho neanche più voglia. Ho trovato la mia strada, l’ho solcata bene, la modificherò sicuramente, ma vado avanti a testa bassa. E per farlo mi serve un allenamento quotidiano.

Parlare di fitness ha comunque riscosso molto interesse, soprattutto perché ho parlato di un’insegnante che mi ha aiutata a appassionarmi alla fatica ripetuta. Allora mi è venuta voglia di approfondire la sua conoscenza e le ho fatto qualche domanda.

 

Ciao Annapaola, ci racconti chi sei?

Sono una donna “diversamente giovane” che svolge questo lavoro da oltre 30 anni e che conosce a fondo le esigenze delle donne che, come me, desiderano restare in forma divertendosi. Sono laureata in scienze motorie in Italia e in Francia, e specializzata in Posturologia Integrata. Amo insegnare il movimento in maniera precisa e quasi maniacale, per fornire alle allieve uno strumento di lavoro che può essere utilizzato anche a casa senza causarsi danni. In parole semplici, mi piace far stare bene ciascuna donna nel proprio corpo.

 

Come ti è venuta voglia di dedicarti al fitness?

Fin da bambina adoravo il movimento e la “ginnastica”. Dopo le scuole superiori non ho avuto esitazione nello scegliere il vecchio ISEF per poi proseguire gli studi a Lione. La mia strada sarebbe stata laurea in medicina, ma i miei genitori non avevano le possibilità economiche per potermi mantenere così a lungo negli studi così, visto che ho sempre amato far star bene le persone, ho optato per le scienze motorie.  Diciamo che la finalità è comunque il mantenimento della salute e il benessere.

 

Fra tutte le discipline che conosci e insegni qual è quella che preferisci praticare e quella che preferisci insegnare?

Non sono una fanatica del movimento, quindi non mi alleno tutti i giorni ma 3-4 volte la settimana. Pratico la corsa e saltuariamente la bici da strada, amo in primis l’allenamento con i pesi e il pilates, che sono poi le due discipline che insegno. L’allenamento con i pesi (o con i sovraccarichi) oggi si chiama allenamento funzionale. È un modo per mettersi in movimento rispettando i limiti articolari e muscolari di ciascuno, utilizzando la musica, e lavorando su tutto il corpo, cercando di riprodurre i movimenti della vita quotidiana. Una grande importanza viene data alla stabilizzazione del “core” (ovvero il centro, la zona addominale) per poi costruire movimenti più complessi sfruttando anche situazioni di disequilibrio per migliorare lo stesso.

Il Pilates è una metodologia di movimento che si basa su diversi principi, tra cui ancora una volta la stabilizzazione (quindi diventa complementare alla ginnastica funzionale). Migliora il tono posturale, la mobilità articolare e la scioltezza muscolare ma nella sua pratica manca di esercizi in carico (in stazione eretta per intenderci). Il Pilates che insegno io lavora principalmente sul miglioramento posturale, tralasciando alcuni esercizi “circensi” proposti e sviluppati dallo stesso metodo per fare spazio ad alcuni esercizi della ginnastica posturale e integrati con esercizi in piedi. Sicuramente il corso triennale di Posturologia mi ha spinta ad integrare il Pilates che insegnavo in passato con nuovi esercizi, è un Pilates che ho sviluppato negli anni con l’esperienza per cercare di fornire agli allievi una disciplina più fruibile ed efficace riuscendola ad adattare a tutte le età.

 

Quando vedi i risultati su chi si affida a te, cosa pensi? Proponi passi successivi, come maggior allenamento, mantenimento, alimentazione?

Man mano che l’allievo migliora si propongono scalini successivi, ma solo se non si hanno patologie osteoarticolari tali da inficiarne il risultato. Tutto parte da un’anamnesi del soggetto per valutare lo stato di salute, se tutto prosegue per il verso giusto si può puntare ad un livello più alto o procedere ad una sorta di mantenimento. Sull’aspetto alimentare posso dare alcuni consigli di massima, ma preferisco delegare ai colleghi esperti in nutrizione.

 

Lavori in sinergia con altri operatori del settore benessere fisico?

Assolutamente sì, è una delle mie prime regole. Collaboro con ortopedici, fisiatri, osteopati e fisioterapisti. Tutto va integrato per raggiungere i massimi risultati e per ottenere un un benessere duraturo.

 

Che tipo di persone si rivolgono a te?

Persone di tutte le età, sedentari e atleti, giovani e meno giovani, prevalentemente donne. Mi occupo di disturbi legati alla menopausa e di problematiche del pavimento pelvico. Seguo soggetti che vogliono stare meglio con il proprio corpo e con la mente, reduci talvolta da patologie anche oncologiche, autoimmuni, neurologiche o da depressioni profonde perché il movimento è alla base del benessere, andrebbe prescritto dal medico di base. In Italia non ne abbiamo ancora capito la rilevanza e il potere che ha su ciascuno di noi.

 

Cosa consiglieresti a una giovane donna?

La stessa cosa che consiglierei a quella più matura: muoversi. Non è così vero che, come consigliano i colleghi medici, basta camminare mezz’ora o un’ora tutti i giorni. Bisogna dare movimento a tutte le articolazioni non solo agli arti inferiori, considerato poi che lo studente tende ad andare in anteriorità con le spalle e il dorso. Intanto bisogna educare i bambini fin da piccoli allo sport per non arrivare poi nell’età dell’adolescenza a sviluppare scoliosi, cifosi, etc. Se non si ama uno sport in particolare bisogna andare in palestra e praticare il fitness, i corsi musicali o quelli di tonificazione. Oramai il functional training è ovunque ma è soprattutto accertarsi che il personale sia laureato e competente.

 

Cosa consiglieresti a una donna più matura?

Come già detto sopra muoversi. Se si hanno le possibilità, date le problematiche articolari legate all’eta, meglio optare per il personal trainer o le lezioni di small group, quindi semi individuali con poche persone. Prediligere attività che incrementino la massa magra che, con l’assenza degli ormoni legati alla menopausa, tende a diminuire drasticamente dando quel simpatico effetto “sventolante”. Quindi SI all’allenamento con i sovraccarichi che aiutano tra l’altro anche a contrastare l’osteoporosi. Purtroppo i medici consigliano tutt’altro, quindi ginnastica dolce e yoga che non vanno eliminati ma integrati con il resto dell’attività.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Continuare a far star bene gli altri incrementando il lavoro in équipe, soprattutto sensibilizzando di più i medici di base. L’inattività fisica è responsabile di tante patologie, non dimentichiamolo.

 

Progetti per il futuro?

Dedicarmi alla formazione di giovani e promettenti trainer e continuare con il mio lavoro il più a lungo possibile perché è il lavoro più bello che ci sia.

 

Direi che Annapaola si è raccontata davvero bene e che ha dato molti spunti per trovare la voglia di muoversi.

A me viene da aggiungere e sottolineare ancora un aspetto: la professionalità. Amare ciò che si fa e farlo bene, bene, bene. Preparazione e passione devono andare a braccetto.