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Parliamo di soldi, senza girarci troppo intorno. Ho notato che c’è una grossa ritrosia a parlare della “cacca del diavolo”, dopo anni che se ne è parlato fin troppo. Ora si preferisce parlare di valori, di etica e sono pienamente d’accordo. Credo però che non si possa prescindere dal parlare di denaro, senza il quale non possiamo mettere il naso fuori casa, anzi non possiamo neanche averla una casa.

Prima di entrare nel merito di cifre, modalità di pagamento, polmone finanziario, c’è un aspetto fondamentale a monte di tutto ciò: lavorare con serenità. E questo io credo sia dovuto a tutti.

Come si fa a lavorare con serenità?

Molte sono le risposte che si possono dare a questa domanda e non si escludono a vicenda, anzi l’optimum sarebbe che tutte le condizioni si verificassero contemporaneamente:

  • Svolgere un lavoro che piace, in cui ci si riconosce
  • Essere ben organizzati per far fronte ai tanti imprevisti che possono capitare
  • Rispettare un timing per consegnare in tempo
  • Scegliere dei clienti con cui si è in sintonia, che ci facciano crescere professionalmente
  • Instaurare rapporti di rispetto e educazione, senza eccedere nella confidenza che a volte accorcia un po’ troppo le giuste distanze
  • Portare a far percepire il valore del proprio lavoro per non lasciare spazio a richieste astruse e non concordate
  • Fare dei preventivi accurati , che non lascino spazio al rischio e all’improvvisazione
  • Chiedere e ottenere il pagamento anticipato

Ora parliamo di numeri

Io non ero abituata al pagamento anticipato. Vengo dal vecchio mondo dei dipendenti (da dieci anni non lo sono più) che percepiscono lo stipendio a fine mese, dopo aver prestato opera. Nel mondo della libera professione è ancora in parte così: si esegue il lavoro e a fine mese si fattura, per incassare a 30, 60, 90 giorni, salvo ulteriori slittamenti.

In questo modo si lavora male, anzi malissimo. Certo ci si può abituare a basare la propria economia su tempi eterni, mettendo da parte il più possibile all’inizio per far fronte a ogni possibile ritardo, ma è proprio una vita in salita, che in primo luogo non gioca per niente a favore della riuscita e della qualità del lavoro che si svolge, perché viene a mancare la serenità.

Il lavoro online ha portato una grande rivoluzione nei metodi di pagamento, fino a imporre il pagamento anticipato che a mio avviso è a beneficio sia del freelance che del cliente.

Perché iniziare un lavoro, sapendo di essere valorizzati (mi hanno pagato, hanno fiducia in me) è fondamentale. Io mi danno l’anima per portare a compimento un lavoro pagato, dimostrare al cliente lo stesso rispetto che lui ha dimostrato a me pagandomi in anticipo.

Inoltre posso farmi delle previsioni economiche.

Valuto quello che ho incassato e prevedo le spese, non sono in balìa del dubbio che se poi non pagheranno non potrò fare qualche cosa.

E il cliente tutto questo lo sa. Forse fa fatica ad immaginare di tirar fuori dei soldi prima di vedere i risultati, ma capirà che questa è la migliore premessa per avere un lavoro di qualità. Non che in altri modi non ci sia la qualità, ci mancherebbe. Ma là dove c’è affanno, anche la creatività e la devozione si appannano un po’.

Come regolarsi

In alternativa si può lavorare con gli acconti, che dipendono però dalla grandezza della cifra pattuita. Io ho individuato delle soglie per stabilire anticipi, acconti e saldi:

  • fino a 500 euro: pagamento anticipato
  • da 500 a 1500 euro: 60% acconto e 40% saldo alla consegna
  • sopra i 1500 euro acconto 40%, avanzamento lavori 40%, saldo 20% alla consegna

Questa regola la applico a tutti i clienti, salvo per alcuni rinnovi e qualche raro caso di rapporti di amicizia, che cerco comunque di limitare perché soldi e buoni sentimenti non vanno troppo d’accordo.

Nell’economia del proprio lavoro, va considerato che fare tante tranche di fatturazione porta via tempo prezioso. A seguire, bisogna verificare i pagamenti e tutto richiede energie importanti che andrebbero dedicate allo sviluppo dei progetti e non al loro governo (o peggio rincorsa).

I sistemi di fatturazione in cloud aiutano moltissimo, ce n’è di tutti i tipi e a costi davvero accettabili e possono aiutare a scadenzare le fatture di acconto.

E dall’altra parte?

Inutile dire che se vogliamo che i nostri clienti siano ligi nei nostri confronti noi dobbiamo esserlo verso i nostri fornitori. Anche qui valgono alcune regole fondamentali:

  • non comprare un bene o un servizio se non lo ci si può permettere (vale sempre la regola della pianificazione delle spese)
  • prevedere di avere a disposizione l’acconto o l’anticipo da pagare
  • saldare le fatture nei tempi richiesti e qualora non si fosse in grado di farlo, avvisare. Qui, due parole spese bene, possono salvare la faccia e i buoni rapporti. Mille sono i motivi per cui si potrebbe rischiare di bucare un pagamento, a tutti potrebbe succedere. Avvisare, spiegare, rendersi disponibili per risolvere entro poco tempo la situazione è più che accettabile. Non ci si fa la nomea di cattivi pagatori (e le informazioni circolano più di quanto pensiamo) e si mantengono buoni rapporti con tutti.

“pagare quattrino, vedere cammello” resta un motto che mi piace tanto e si dice anche in inglese “call money and get the job done” e in francese “payer comptante”. Quindi non vergogniamoci e diamo valore a ciò che facciamo!