La meraviglia è uno strumento di lavoro - Elena Augelli

muro fiorito con graffiti

 

Aprile fa rima con meraviglia, mentre osserviamo la natura che si risveglia e mentre definiamo la rotta dell’anno.
La meraviglia è quel tocco che non può mancare anche nei piani più austeri, senza di lei non c’è colore, sfumatura. In un momento come questo in cui si avverte in modo sempre più netto il giro di vite sulla nostra quotidianità, esercitare la meraviglia ci può dare un enorme aiuto per mantenere lo sguardo prospettico.

In poche righe ci sono tre argomenti a me cari: pianificare, guardare in prospettiva e appunto aggiungere meraviglia, il tema che ho scelto di trattare questo mese.

Una rotta, quella di un lungo anno lavorativo, deve includere la meraviglia per aiutare le idee a concretizzarsi. La chiarezza alla partenza, si trasforma in identità e prende forma con la differenza. La meraviglia permette di creare quelle luci e ombre necessarie alla definizione dei progetti.

 

Dove e quando?

Per me la meraviglia è intimamente legata alla capacità di osservazione. Solo osservando, leggendo fra le righe, ascoltando le aziende, i clienti, posso immaginare come includere le sfumature in un progetto. Sfumature che significano cambiamenti di scenario, variabili sul modello di business, percorsi alternativi o nuovi partner per raggiungere un obiettivo.
Accogliere la meraviglia significa immaginare come un’idea potrebbe essere differente dalla sua versione originale, mantenendo l’identità, mentre si migliora la sua attuazione.
Da un’osservazione attenta, pulita da ogni sovrastruttura che possa limitare il pensiero, la meraviglia emerge e diventa alleata preziosa in un processo di lavoro, non solo creativo.
Nel libro Pretotype it, l’autore insiste molto sulla necessità di fallire: “la maggior parte delle cose nuove fallisce, anche se sono realizzate impeccabilmente”.
Per questo suggerisce di pretotipare le proprie idee per capire se sono la cosa giusta, prima di cercare di realizzarne un prototipo (molto più lungo e costoso di un pretotipo).
Credo che la meraviglia centri molto in questo percorso: scoprire e accettare che un’idea non funziona ci può meravigliare e spingere a fare diversamente.

 

La scoperta

Includere la meraviglia fra gli strumenti di lavoro può portare a scoperte inaspettate.

  • Ad esempio, nella scrittura dei testi di un sito, si può impostare il lavoro partendo da un punto di vista che crea meraviglia nel lettore, portandolo a scoprire dei lati differenti da quelli che si aspetta nella conoscenza di un’azienda. Non ci si allontana dall’identità del business, la si descrive in modo diverso, dando una visione alternativa della realtà.
  • Oppure nella creazione della mappa dell’empatia dei clienti, attraverso la meraviglia si può scoprire un segmento di mercato che non si era preso in considerazione all’inizio. La meraviglia è uno strumento che porta alla scoperta, da questa si parte poi per verificare se abbia senso percorrere una strada anziché un’altra. Come sempre i dati che emergono dalle analisi, quali che siano gli strumenti adottati, devono poi essere verificati per non prendere abbagli.
  • Per gli artigiani e creatori, la meraviglia porta a scoprire e approfondire nuove tecniche, sperimentare nuovi materiali, ad esempio. A volte ci si arriva per caso, attraverso degli errori, dai quali si riparte per capire cosa non ha funzionato oppure si accoglie l’errore e lo si fa diventare la nuova creazione, il nuovo prodotto. Molti anni fa, mentre seguivo un laboratorio di ceramica, mi successe proprio questa cosa: cercando negli smalti un determinato colore, lo sbaglio nella cottura portò a scoprire una doratura del tutto inaspettata, molto più bella del colore a cui avevo pensato in origine.
  • In ultimo, nel business model you, il canvas che conduce a identificare e reinventare una carriera professionale, la meraviglia di scoprire quante qualità si hanno, diventa tangibile nel momento che si trascrive tutto, dopo aver fatto gli esercizi. Sto lavorando in questo momento a un progetto di canvas personale e professionale, che man mano che prende forma regala davvero sfaccettature inaspettate alla persona che sto seguendo.

 

Incontrare e intrecciare

C’è anche un aspetto relazionale nella meraviglia. Quella che scaturisce da un incontro e intreccio di collaborazioni.
Negli anni ho avuto la fortuna di lavorare come cliente, fornitore e partner con diverse persone, spesso più giovani di me, con grandi competenze e entusiasmi, che hanno permesso di creare progetti molto belli. Il loro approccio, le idee che hanno suggerito, semplicemente conoscerle, mi ha fatto aprire gli occhi su altre possibilità, metodologie. In altre parole mi ha arricchita sia dal punto di vista professionale che personale e altrettanto spero di aver fatto io per loro.
Questo bagaglio di relazioni viaggia con me e lo metto a disposizione delle aziende per le quali lavoro. Mi piace portare con me un universo di possibilità e scegliere in base ai clienti e alle loro esigenze quale meraviglia mettere in campo.

Sai a che punto sono il tuo business e la tua comunicazione? Vuoi capire come definire meglio o correggere la tua rotta di quest’anno? Puoi prenotare una consulenza, vediamo insieme gli aspetti che ritieni più critici e capiamo insieme come risolverli.