Mi sono trovata a disquisire di tempo, quello del lavoro e quello della vita, in una conversazione a distanza, molto stimolante. Queste le conclusioni alla fine degli scambi, che se solo riuscissi a fare mie per un terzo, già ne sarei felice.

Il tempo gioca a nostro favore perché:

  • é il tempo che ci permette di valutare un soggetto sotto tutti i punti di vista possibili e dunque è il tempo che ci permette di scegliere differenti ipotesi e più strade da percorrere
  • il tempo è anche un mezzo per addolcire i problemi, smussare gli angoli. È molto importante prendersi del tempo per dare delle risposte, perché una domanda può nasconderne in realtà delle altre
  • ancora, il tempo permette di prendere le distanze da ciò che ci affligge o che ci potrebbe affliggere, quindi il tempo permette di vederci giusto
  • infine, in realtà si potrebbe andare avanti all’infinito, il tempo è silenzio. Il silenzio permette di conoscersi veramente, senza mentire
  • ultimo, il tempo permette ai nostri corpi di patinarsi, come dei vecchi mobili, segna i nostri visi, stratifica una memoria e la memoria è la base delle nostre personalità

In breve, il tempo è un alleato prezioso. Non va considerato, come spesso succede nel nostro tempo ultra connesso, che si deve fare sempre più in fretta e tanto. Bisogna poter fare, ma avere il tempo per fare.

A me, come a molti, sembra sempre di non avere tempo (ne avevo scritto anche qui in modo molto più prosaico). In parte è vero, perché siamo tutti chiamati a fare tante cose, di tanti tipi, in diversi posti, attraverso i mezzi più disparati. Nella stanza dei bottoni però ci siamo solo noi e nessun altro. Sta a noi decidere se accogliere la patinatura del tempo, se cercare una domanda nascosta dentro un’altra, smussare gli angoli o prendere le cose di petto, tutto e subito.

Questa recherche (tirando un po’ per i capelli il concetto proustiano) riguarda sicuramente una sfera più intima e riflessiva, ma è perfettamente estensibile anche alla sfera lavorativa, quella in cui ci è richiesto di essere altamente performanti, quindi veloci, comprimendo i tempi.

Io sono in perenne lotta con il tempo e con i risultati, ma mi rendo conto che rischio di perdere in partenza.

A parte l’aspetto pratico di vivere meglio, di non farsi saltare le coronarie, l’idea di non dare il giusto peso a memoria, conoscenza di se stessi oppure fare valutazioni affrettate, per me è inaccettabile.

In verità, ho sempre dato molto valore all’insieme di questi fattori, chiedendo però moltissimo a me stessa per farli stare in un tempo compresso, con la conseguente fatica per tenere tutto insieme.

Quindi faccio tesoro delle parole che mi sono state regalate e cerco di spostare la frazione da un terzo a due terzi, lasciando un po’ di fretta alle spalle.

Per contattarmi:

Come ti chiami?

Qual è la tua email?

Come posso aiutarti?

Accetto le condizioni sul trattamento dei dati personali