Il  post di  oggi lo dedico alla parola scritta, che per me è tutto fuorché un concetto scontato.

Sono contornata da persone che hanno una grossa capacità e fluidità di scrittura e per questo mi son sovente sentita un passo indietro a loro.

Ho sempre scritto, ma comunicazioni di servizio, molto meno fatti personali.

Devo ringraziare la mia coach che si è accorta che avevo una certa resistenza a scrivere: sono seducente a chiacchiere e reticente con le parole scritte.

Quindi, mi ha invitata a farlo e la mia vita è cambiata.

Mettere nero su bianco, riflessioni, analisi, impegni che si prendono con sé stessi è tutt’altra cosa che fare fiumi di chiacchiere, necessarie ma evanescenti.

Scrivere ti obbliga a dare un ordine ai pensieri, a scegliere le parole più appropriate per esprimere ciò che senti, a selezionare i concetti che veramente vuoi fissare, separando la farina dalla crusca.

Anche in un percorso di health coach  dovendo scrivere criticità e obiettivi ho messo a nudo molto più in fretta e in modo sincero lo stato delle cose.

Da queste esperienze personali ho capito quanto la parola scritta sia utile anche nel lavoro, non solo per le descrizioni ma come vero e proprio punto fermo da cui si parte mentre si sviluppano i progetti.

Stabilire obiettivi, strategie, fare le analisi, restituire la fotografia della situazione di un cliente per iscritto è una fatica, ma è un dolmen utile ad entrambe le parti.

É la partenza e l’arrivo del lavoro che svolgi insieme al tuo cliente.

Si potrebbe obiettare che la parola scritta vanifica la spontaneità del parlato, al contrario per me significa un’importante scrematura fra riflessioni e azioni valide, rispetto ai pensieri zavorra.

Ho fatto un passo in più e ho anche verificato con i clienti che le parole vanno a braccetto con i numeri. Se li mettiamo nero su bianco, così come per le parole, ci stupiamo perché ci restituiscono una realtà che noi percepiamo in modo molto diverso.

Se abbiamo bisogno di capire a che punto siamo, nella vita, nel lavoro, azzardo anche negli affetti, è utile scrivere parole e numeri, ne verrà fuori un quadro che ci stupirà. Provare per credere.

E a questo punto non posso non citare un esercizio che mio padre fin da piccola mi suggeriva di fare e che io invece ho sempre rifiutato anche solo lontanamente di prendere in considerazione: “prendi un fogliolino e scrivi i pro e i contro (oppure costi e benefici) per la situazione che vuoi analizzare e poi fai i conti”.

Oggi compio 51 anni e mai, proprio mai, avrei pensato di scrive un post su un mio blog la cui chiusura a sorpresa (per me!) fosse ricordare mio padre.

Anche questa è la potenza della parola scritta.

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