Pianificare un sito, perché è necessario - Elena Augelli

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Chi segue questo blog sa che sono un po’ fissata con i piani e ultimamente ne ho parlato spesso, sia a proposito di comunicazione che rispetto alla direzione da dare al proprio business.
E non ho ancora finito con questa storia, perché c’è un altro argomento che merita un piano tutto per sé, la creazione di un sito.

 

Ma perché hai questa fissa dei piani?

La risposta è variegata e pesca sia nel personale che nel professionale.
Anni fa mi è stata regalata questa frase “un buon piano (o progetto) ribalta il tavolo (da gioco)”, che incoraggia a battersi, organizzando e presentando bene le proprie idee, fino all’ultimo minuto di gioco, forti della possibilità di cambiare le carte proprio perché si ha un piano concreto.
I miei figli mi prendono in giro da quando erano piccoli perché non c’è giorno in cui ci sediamo a tavola senza che io faccia la classica domanda: “che piani avete per oggi domani, la settimana, i weekend?” E chi ha figli o coinquilini, che entrano e escono a tutte le ore, sa quanto sia necessario avere un piano per riempire frigoriferi, organizzare un minimo la casa e via dicendo.
Per quanto io mi ritenga una “fantasista” che si sfida tutti i giorni a inventarsi qualcosa, ammetto che ho iniziato a camminare con passo spedito solo quando ho veramente pianificato il mio business e la sua comunicazione, pur con mille variazioni, aggiornamenti, ripensamenti.
E la mia pianificazione è iniziata proprio dal sito, quattro anni fa in questo periodo.

 

Il sito, la mia casa

Ho subito pensato che il sito fosse la mia casa, che mi dovesse rispecchiare sia nella scelta grafica che nelle parole, ma non sapevo bene da che parte iniziare. Potrei quasi confessare che le cose sono nate per caso (vergogna, il piano dov’era?!), poi le ho prese per le corna e le ho messe in ordine.
Te lo racconto perché se stai pensando di trovare anche tu una casa alla tua attività e ai tuoi pensieri, ti consiglio di partire con il piede giusto e ti consiglio una lettura fondamentale, l’ebook di Tatiana Schirinzi che spiega come concepire e organizzare un sito, che piaccia a Google, ai clienti e a te. Non è una lettura facile, forse è più consigliata a chi almeno un sito lo ha già avuto nella vita, ma fa fare davvero il salto di qualità.
Un ottimo esempio di come i consigli di Tatiana siano stati messi in pratica si può vedere nel sito che Marta Giavarini ha messo online l’anno scorso, dopo aver passato tutta l’estate a studiare alacremente (me lo ha confessato lei) prima di decidere l’architettura dei sui contenuti.
Quando mi sono occupata dell’editing, il grosso del lavoro era già fatto e io ho potuto dare garbo alle parole già ben organizzate.

 

Come orientarsi se non si sa proprio nulla di siti?

Bisogna però ammettere che non tutti i liberi professionisti (esclusi quelli che lavorano sul web) e ancor meno le aziende hanno questa confidenza con la costruzione di un sito, lavoro davvero complesso se non si è guidati da qualcuno.
Per questo è necessario fare un bel piano (sempre lui che ritorna) e capire di cosa si ha bisogno, in che tempi e chi è la persona esperta, o meglio il team di lavoro, che può aiutarci.
Un sito ha una parte che si vede e una nascosta, un po’ come la carrozzeria e il motore in una macchina, parti complementari, entrambe necessarie.
Con estrema semplificazione si può immaginare che la parte di carrozzeria di un sito sia quella visibile:

  • grafica
  • fotografie
  • menu di navigazione

mentre la parte non visibile, il motore, è costituito da

  • hosting (dove ha fisicamente casa il sito)
  • scrittura codici (l’ossatura del sito)
  • sviluppo delle singole pagine
  • SEO, per essere trovati dai clienti attraverso i motori di ricerca
  • GDPR, rispetto e trattamento dei dati delle persone che consultano il sito

In dieci anni di libera professione ho avuto due siti, entrambi rivisti nel tempo. Quando sono andata online con il primo, quello che riguardava la mia attività artigianale, ero totalmente spaesata, non avevo veramente idea del risultato finale. Così, non mi assomigliava molto, aveva una narrazione a singhiozzo, mancava di omogeneità. Dopo un paio di anni di attività ho aggiustato il tiro, ma ancora ero lontana dall’avere un sito che fosse degno di questo nome. Solo quando ho deciso di ripartire con la mia attività attuale, facendo tesoro degli sbagli precedenti e mettendomi in mano a un team di lavoro, sono arrivata a avere una casa che è veramente mia, a iniziare dai colori.

 

La squadra di lavoro

Perché la tua macchina esca dall’officina tirata a lucido e con il motore ruggente, il lavoro che c’è dietro è tanto, richiede tempo e una buona squadra di meccanici.
All’interno di questa squadra io mi occupo della parte di scrittura dei contenuti, spiego pagina dopo pagina:

  • di cosa si occupa un’azienda
  • che problemi risolve con i suoi servizi e prodotti
  • come lo fa
  • la sua storia
  • chi sono i suoi clienti
  • come essere contattata

Quando serve, sono anche il “capo officina”, visto il mio amore per le costruzioni preferisco immaginarmi “capo cantiere”, e coordino gli interventi dei singoli tecnici. Un ruolo che mi piace e mi appaga perché mi permette di vedere dall’alto lo sviluppo del lavoro e di immaginarne la proiezione in tridimensione fin dalla posa della prima pietra.

Se stai pensando di regalarti un nuovo sito per chiudere bene l’anno lavorativo, scrivimi e iniziamo a capire cosa ti serve, cosa hai già, i tuoi obiettivi, le risorse e i tempi che hai a disposizione.  Adoro andare dal macro al micro, come quando si attraversa una porta sontuosa  per addentrasi nei corridoi interni. In poche parole, facciamo insieme il tuo piano e da qui partiamo per lo sviluppo.

 

Foto: Hôtel Dieu – Lyon