Meglio evitare di fare la spesa quando si ha fame - Elena Augelli

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Ho appena finito di vedere una serie che si chiama Dérapage. Il protagonista ha meno di 60 anni e più di 50, disoccupato da 6, è disposto a tutto per avere un lavoro, non precario, fino a sborsare 25,000 euro (estorti alla figlia) per ottenerlo, entrando in una spirale discendente per la sua vita e i suoi affetti.
Mi ha lasciata senza fiato, con un nodo ritorto allo stomaco.

Mi ha anche fatto ragionare su un aspetto importante, che si collega a questo anno antipatico, ovvero che è necessario avere il coraggio di fermarsi e pensare in termini strategici prima di correre alla cieca in troppe direzioni o in direzioni stabilite da altri.

 

Mantenere il focus

Così come è meglio evitare di fare la spesa quando si ha una fame cieca, che fa riempire il carrello di comfort food anziché di cibo utile, è meglio evitare di buttarsi in troppe direzioni senza aver deciso una rotta.

Questo non vuol dire non fare esperienza, non potrei mai negare il fatto che io stessa sono il frutto di una strada che di anno in anno si definisce appunto con l’esperienza (e tanto studio), ma che prima di tutto è importante individuare l’obiettivo che si vuole raggiungere. E mantenere il focus su quell’obiettivo.

Cosa c’entra tutto ciò con il 2020? Questo per moltissimi di noi è l’anno della grande incertezza, l’anno in cui siamo passati da abbuffate di ogni cosa gratis online all’inventarci prodotti e servizi nuovi.

Se è vero che i tempi di reazione a una crisi devono essere rapidi per sopravvivere, quante delle nostre azioni sono state ponderate e non dettate dalla “fame” mentre riempivamo il carrello?

 

Scelte strategiche

Quest’anno ho fatturato meno e il poco tempo che manca a fine dicembre non risolleverà le sorti del mio business. Allo stesso tempo però ho fatto scelte strategiche, che forse non avrei fatto in condizioni normali. Ho preso decisioni in base a cosa voglio e so fare, non in base a quanto devo fatturare. Sono quasi certa che se mi fossi buttata solo alla disperata rimonta del fatturato perso non avrei messo a fuoco alcuni cambiamenti.

Scegliere in termini prospettici ha un’implicazione non solo sul tipo di lavoro che si svolge ma anche sulla capacità di quotarlo in modo corretto. Se un progetto è poco analizzato e definito all’inizio, il suo prezzo aumenta per assorbire il rischio di intoppi, ritardi, richieste supplementari.
Succede nelle grandi opere, come per la vendita di servizi.
Per questo insisto allo sfinimento con le domande preliminari con i nuovi clienti, tutto ciò che è chiaro prima, segue il suo corso in modo fluido dopo.

 

Come ce lo immaginiamo il prossimo anno?

Una domanda oziosa, perché non ci sono elementi sufficienti per poter rispondere. Questo se guardiamo allo scenario esterno e generale. Se guardiamo invece lo scenario del nostro business dobbiamo essere in grado di sapere cosa vogliamo, come vogliamo ottenerlo, in quali tempi e con quali risorse.

Se non lo sappiamo, io credo sia arrivato il momento di chiederselo dandosi una risposta franca e il più dettagliata possibile.
Se non si è in grado di farlo da sè, vale la pena farsi aiutare, per il tutto (una strategia di business) o una parte (piano marketing, comunicazione, finanziario, ecc.).

I nuovi clienti che mi chiedono la stesura del loro progetto sanno che dovranno lavorare attivamente con me per costruire un modello di business e alla fine questa fatica è sempre ripagata, perché acquisiscono consapevolezza di ciò che hanno e di ciò che manca loro.

Domani consegno l’ultimo business plan di quest’anno e sono molto felice di aver seguito un’intraprendente futura imprenditrice. Spero di poter raccontare presto la sua storia, intanto a lei va un grosso in bocca al lupo per crederci e provarci.

Se stai pensando al tuo piano per il 2021, scrivimi e capiamo insieme di cosa hai bisogno per guardare lontano.