È passato un mese e il blog mi è mancato, da morire. Ad aprile non ho scritto e per questo mi sono sentita a disagio, incompleta è la parola giusta.
Quando si prende l’abitudine di scrivere con regolarità, soprattutto dopo averci girato a lungo intorno, sospendere per un po’ è straniante.

 

Lentamente, un passo dopo l’altro

Ho deciso questa pausa tecnica per mettere a posto un po’ di cose e alcune sono state fatte, ad altre devo ancora arrivare, purtroppo sono lenta e mi manca il tempo. Soprattutto ho capito, che devo aver molto chiaro cosa fare e poi parto in quarta. Se a monte non ho messo a fuoco, capito, elaborato cosa voglio fare, potrei anche avere tutto il tempo del mondo che tanto non parto convinta, ovvero sono destinata a fermarmi. Questo mi succede anche con i clienti: a costo di sembrare ottusa chiedo e richiedo per inquadrare il problema e impostare la soluzione giusta prima di partire a tutta velocità.

 

Progetti nati in Aprile

Di fermo in realtà ad aprile c’è stato solo il blog, il resto è andato avanti a passi da gigante e soprattutto ho festeggiato i successi di persone che ho seguito nel tempo, come Giovanna Angiolini  e Letizia Vittoriano , che sono andate online con i loro progetti in cui anch’io ho messo lo zampino. Complimenti a entrambe, per la perseveranza e l’entusiasmo che hanno messo nelle loro attività! Ho consegnato un business plan molto interessante e corposo, su cui ho avuto il piacere di lavorare a quattro mani con una collega. Altri progetti sono quasi in dirittura d’arrivo e oramai il grosso è fatto.
Lo scrivo perché serve a rincuorarmi, a compensare quel senso di smarrimento che la mancanza da blog mi ha lasciato.

 

Modus operandi

Avevo pronto in canna il nuovo post tutto tecnica e SEO (si fa per dire, io non credo sarò mai un’abile venditrice di tappeti) ma ho preferito tornare in modo gentile, per me prima di tutto e poi per chi mi legge. Senza montarsi la testa, sapere che dall’altra parte del mio foglio o monitor qualcuno dedica un paio di minuti (io scrivo short) per è importante, bello, vitale. Non lo avrei mai immaginato e questo mi dà una forza incredibile. Infondo incoraggio con il mio lavoro ai clienti mentre risolvo i loro problemi e viceversa prendo da loro, in termini umani prima di tutto e subito dopo in esperienza che si accumula. Ogni cliente è diverso da un altro, con il suo lavoro, necessità, tempi. Io prendo in carico la regia e favorisco il fluire dei passaggi, che faccio combaciare fra loro. A questo proposito, durante un workshop al Freelance Day  ascoltando le parole di una delle creatrici di Organizzatessen ho avuto un’illuminazione e capito che sono fatta per il macro e non per il micro.
Mi spiego: sono precisa, scortico fino all’essenza le questioni da affrontare, tengo il tempo, ma non amo il dettaglio, preferisco l’insieme. Confesso che non ci avevo mai pensato, ci arrivavo in modo istintivo, ora che l’ho messo a fuoco (grazie per questo incredibile spunto!), lavorerò di più su questa capacità, anche in termini di offerta di lavoro.

 

Ecco questo è quello che è successo fra fine marzo e aprile. Cosa ci sarà nei prossimi mesi? Una scrittura più mirata, che aiuterà me e chi mi legge ad andare al cuore dei servizi, come il business plan e la scrittura professionale. A giugno tornerò in aula a imparare, cosa che adoro, con Chiara Gandolfi e Giulia Modena, che hanno ideato Caravan un corso che è un portento.

Torno in movimento, metto in circolo l’energia mia e di chi lavora con me, riparto con una gran voglia di fare ancora tanta strada.