gru che costruiscono

Bacino dell’Arsenale – Parigi

Settimana scorsa non ho scritto, ho fatto pausa, non era previsto ma ne sentivo la necessità.
E sono anche andata via tre giorni, questo sì era programmato.
Le due cose hanno coinciso e ho fatto bene a assecondare questo allineamento.

Quando i pensieri iniziano a attorcigliarsi, vuol dire che è arrivato il momento di fermarsi a riflettere. E quel momento è arrivato, segnalato dal galleggiante del troppo pieno.

Ho camminato, ho fatto spazio e ho ricominciato con un trucchetto: ho fatto una lista, ragionata e ordinata.

 

Il prologo

Nella vita, sono arrivata tardi anche a vedere le serie TV, me ne sono tenuta alla larga per anni perché forse intuivo che sono un vortice che risucchia e danno dipendenza. In effetti, quando ne attacchi una entri in un mondo, una famiglia, un luogo, una storia che pian piano si sovrappone alla tua realtà e quando spegni continui a far rivivere dentro di te le situazioni che hai appena visto. Quando finiscono ti senti orfano e con voracità aspetti il seguito e poi ancora e ancora.
Ma non è questo il punto. Dopo aver capito tardi questa risorsa ho anche capito che ho dei gusti belli strani. Mentre tutti si sciolgono per Modern Love, si corazzano con Game of Thrones, consacrano Flea Bag, io mi sono appassionata alle serie di agenti segreti, di coperture, di interrogatori (senza sangue, ma molto molto sottili).

 

La storia

Le due serie che ho amato di più sono Le Bureau francese e Fauda israeliana.
Storie attuali, di conflitti aperti e dolorosi, sviluppate principalmente su grandi strategie a tavolino e poi sul sangue, che però non è il piatto forte delle due serie, fosse stato così non mi sarebbero proprio interessate.
Non riuscivo a darmi una spiegazione per questa mia passione per gli agenti segreti, ben lontani da James Bond che in smoking scivola da una situazione pericolosa all’altra con l’aiuto di donne ammalianti.
La spiegazione l’ho trovata facendo una lista, appunto, con cui ho fissato le caratteristiche di un agente sotto copertura:

  • resistenza psicofisica
  • volontà d’acciaio
  • capacità di apprendere e ritenere infiniti dati
  • allenamento a conoscere più lingue e culture
  • inclinazione a elaborare ragionamenti sofisticati
  • attitudine a prevedere cosa succede intorno a sé
  • capacità di analisi velocissima, anche sotto stress
  • ricerca di soluzioni alternative
  • filtro emotivo su tutto
  • grande solitudine
  • impossibilità a mettere di radici

Sul perché queste caratteristiche mi affascinano credo ci sia da discuterne con un bravo strizzacervelli, il filo conduttore che io ho letto in questa sequenza porta al controllo, alla perfetta padronanza basata su una capillare conoscenza di se stessi e su uno studio multi lingue e multi culturale, che mi attira da sempre.

Nel Bureau ad esempio c’è un agente sotto copertura che è una sismologa e desidera essere mandata in Iran in un importante centro studi sismologico. Se la vedrà brutta e dovrà fare appello a un iraniano perfetto per reggere agli interrogatori in carcere, insieme all’uso di un gran autocontrollo di fronte alle turpitudini delle prigioni locali.
In Fauda, tutti i protagonisti passano correntemente dall’israeliano all’arabo perché vivono da sempre a cavallo di due territori e rispettive culture.
Io trovo affascinante questo sapere, frutto di menti brillanti ma anche di uno studio devoto e costante. Credo che solo poche persone siano idonee, direi elette, per fare un mestiere di questo genere.

 

L’epilogo

Questa passione per le spy story mi ha fatto riflettere che anche nel lavoro ho gusti precisi: amo scrivere di cose concrete, meccaniche, scomponibili e ricomponibili.
In altre parole più fresatrici e meno scarpe e borsette! Non mi sono fatta mancare neanche queste, in fondo prestare la penna e la fantasia al mondo dell’effimero è pur sempre un mestiere, ma non ci calo così volentieri come in una cosa che si deve montare, ingrassare, avvitare, tarare, verificare.

Quando si mette a fuoco un proprio desiderio, lentamente si inizia a attrarre ciò che si vuole e di questo ne sono sempre più convinta.
E allora mi metterò a studiare cavi, morsetti, impianti speciali perché è arrivato il momento di prestare la voce a loro e al mondo che compongono.

Bene, adesso sai a chi ti puoi rivolgere per descrivere la tua azienda e più questa sarà blu petrolio, più per me sarà stimolante la sfida. Potei occuparmi anche del rosa, ma non è il mio colore preferito.