la mia esperienza a elle active

 

Sabato ho partecipato a Milano al quarto forum Elle Active, per me il terzo.
L’anno scorso l’ho mancato e mi è dispiaciuto perché è un’occasione frizzante e seria per parlare di lavoro al femminile.

Le location scelte dall’organizzazione sono sempre suggestive e permettono di vivere l’evento attraverso il tessuto urbano di una città che in quattro anni ha letteralmente cambiato pelle. C’è chi la ama e chi no, ma è indubbio che Milano ha saputo evolvere rapidamente dopo Expo 2015. Quest’anno l’evento si è tenuto nella sede universitaria della Bicocca, un quartiere dove vecchio e nuovo convivono, senza stridere. Sono rimasta affascinata dai grossi edifici del campus e ho osservato con ammirazione il brulichio di ragazzi che li abitano.

 

Le mie scelte

D’abitudine ascolto sempre la tavola rotonda d’apertura che affronta di volta in volta il tema del lavoro al femminile. Quest’anno l’accento è stato posto sulla disparità salariali e soprattutto di rappresentanza nel mondo del lavoro, ovvero: “le ragazze sono più brave a scuola ma meno rappresentate nei posti chiave”. Ne hanno discusso anche uomini, a iniziare dal moderatore, il giornalista Corrado Formigli.

Programma alla mano, il talk che ha attirato la mia attenzione è stato quello dell’antropologa americana Wednesday Martin. Il titolo prometteva bene: “Il segreto del successo è il piacere sessuale. Lo sostiene anche la scienza”.

Perché mi ha colpita? Perché quando si parla di lavoro per le donne si parla sempre di fatica, di sacrifici, di scelte. Insomma il lavoro per le donne è spesso rappresentato come una strada lastricata di ostacoli da dover superare, facendo appello alle proprie forze.

Wednesday Martin, la prende da un’altra angolazione, quella del piacere, su cui ha scritto un libro “Vita segreta di noi stesse. Perché (quasi) tutto quello che credi di sapere sulle donne e il sesso è sbagliato” e spiega in modo scientifico la correlazione tra l’appagamento sessuale e la riuscita professionale.

Di soldi e di sesso o se ne parla troppo e in modo molto discutibile o non se ne parla affatto, soprattutto al femminile. Ecco perché questo talk ha attirato la mia attenzione.

Tanti i motivi per avere delle relazioni sessuali soddisfacenti, ad esempio:

  • le difese immunitarie aumentano
  • la qualità del sonno migliora
  • capelli e pelle sono più luminosi
  • l’igiene genitale è più accurata
  • i tessuti sono più elastici e sani grazie all’aumento del flusso sanguigno

A livello lavorativo, focus dell’intervento dell’antropologa, una buona vita sessuale:

  • sviluppa soddisfazione e coinvolgimento
  • alimenta i processi creativi e la capacità di risolvere problemi e criticità
  • conduce a una evidente maturazione personale

In pratica le donne che gestiscono in modo equilibrato la loro vita sessuale sono più in salute, più positive e sodisfatte nella vita lavorativa.
E lo dice una donna, una studiosa, che invita le donne a prendersi cura della loro salute sessuale, senza schemi e in modo aperto. Il suo motto è: ora che lo sai, fallo!

Un altro messaggio positivo è arrivato dal secondo intervento che ho seguito, l’intervista all’inglese Joanna Christie, Brand Director di Treatwell, portale di prenotazioni di trattamenti di bellezza, uno degli sponsor del forum.
L’esperienza di questa giovane donna, a capo di un team di lavoro internazionale, è quella di chi parte dalla provincia per arrivare a Londra e realizzarsi, con sacrificio ma senza perdere il sorriso.
Il suo consiglio è di essere sempre aperti alle novità non solo in termini tecnologici ma soprattutto in termini umani, ascoltando e accogliendo i contributi di ogni persona con cui si viene in contatto.
Apertura e contaminazione sono fattori fondamentali per mantenere vitale un gruppo di lavoro, coinvolgere e stimolare nuove partecipazioni.

 

Uscire dalla bolla

Ho scelto di ascoltare due esperienze di ospiti straniere perché sono profondamente convinta che uscire dalla mia bolla, soprattutto con argomenti molto lontani da quelli che macino tutti i giorni, sia di grande stimolo e conduca a quella apertura che Joanna Christie ha raccomandato per ragionare senza barriere mentali, pregiudizi e atteggiamenti di sfiducia verso se stesse.

Ecco perché, appena posso mi infilo in queste situazioni, vado a cercare l’ossigeno che mi manca dopo un po’ che non mi muovo verso l’esterno, il mondo che c’è oltre la mia scrivania.
Una ricchezza di stimoli che porto nel mio lavoro, fatto di tecnica e anche di empatia, conoscenza, scambio.